La sostenibilità? Un lavoro impegnativo che richiede passione e vocazione. Il percorso di Elisa Flamini

Marzo 12, 2024

Elisa Flamini, dopo aver percorso una strada professionale significativa nel trade marketing di importanti multinazionali, ha intrapreso un viaggio di trasformazione personale e professionale in Bologna Business School. Il suo impegno nel Global MBA in Green Energy and Sustainable Businesses ha segnato una svolta, orientando la sua carriera verso la sostenibilità. Ora, come responsabile del dipartimento di Sostenibilità di Green Media Lab, Elisa condivide con noi le sue esperienze, le sfide incontrate e le visioni per il futuro in un settore in rapida evoluzione. 

Come ha influenzato la tua carriera il Global MBA in Green Energy and Sustainable Businesses, e quali competenze acquisite durante il corso si sono rivelate più preziose?

Il Global MBA mi ha permesso in primo luogo di aprire la mente e di vedere la “big picture”. Provenendo da esperienze in multinazionali molto strutturate in cui ero diventata specialist e poi manager di un dipartimento, si ha in generale la tendenza a focalizzarsi sul proprio lavoro e nel day-by-day, mancando in un certo senso, una visione più “ecosistemica” e strategica, con uno sguardo all’innovazione (oltre che, ovviamente, alla sostenibilità). Oltre a questo, mi ha permesso di tessere un network di grande valore con professionisti con background molto diversi dal mio e che quindi hanno arricchito molto la mia visione.

Ci sono stati progetti o collaborazioni specifici durante il tuo Global MBA che hanno arricchito la tua comprensione del settore dell’energia verde e della sostenibilità?

Credo che le materie fossero ben bilanciate tra corsi più verticali e quelli più trasversali/generalisti. Sicuramente, a distanza di anni, i corsi saranno ancora più tecnici, visto anche l’evoluzione della sostenibilità e del mondo ESG. In generale le attività che trovo sempre più utili sono i progetti e i groupwork.

Quali consideri le principali sfide e le opportunità emergenti nel tuo campo oggi?

La principale sfida oggi come professionista della sostenibilità è sicuramente quella di stare al passo con le normative europee e internazionali, che viaggiano a una velocità impressionante, oltre che con le soluzioni innovative ad oggi disponibili su temi ESG. La seconda sfida/opportunità è sicuramente quella di condividere tra professionisti best practices di valore e di non incorrere nel mero show-off aziendale delle proprie pratiche. Quest’ultimo credo sia un rischio tangibile e, anzi, un fenomeno che noto spesso negli eventi di settore. Un altro rischio che vedo è quello di perdere di concretezza nel supportare, come consulenti, le aziende nel proprio percorso di sostenibilità e di trasformare la sostenibilità in qualcosa di elitario e “fancy”. Quello che credo farà la differenza oggi e domani è sicuramente un approccio pratico, concreto e scientifico.

In quali direzioni vedi l’impegno per la sostenibilità nei prossimi anni e quali consigli daresti ai futuri studenti del Global MBA in BBS?

Credo che la sostenibilità sia un’enorme necessità e opportunità, che però necessita di una trasformazione. Abbiamo assistito, come sempre nei megatrend, a un boom poco regolamentato e poco chiaro di pratiche e indicatori ESG, oltre che di una comunicazione di performance di sostenibilità vaga e fuorviante da parte delle aziende (si vada il fenomeno del greenwashing). Quello a cui stiamo assistendo in questi ultimi tempi, è una maggiore chiarezza e regolamentazione su certificazioni, KPI e messaggi. Credo che i professionisti ESG di oggi e domani debbano studiare e aggiornarsi in continuazione, e avere una visione ampia e concreta. Sarà un lavoro impegnativo, e credo che possa essere svolto al meglio solo con una reale passione e vocazione per la materia.



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