My Story, Our Story: Marta Marchionni

9 June 2015

Gli Alumni di BBS si raccontano: il prima, il dopo e i ricordi della vita da studente, per una storia di sé e della propria esperienza professionale, per una storia della nostra Community.
Protagonista del quarto episodio è Marta Marchionni, Head of Doubleclick Media Buying Solutions di Google Italia, MBA distance learning VI, 2004-2006 (attuale Professional MBA Part-time).

La soundtrack scelta da Marta è Under Pressure dei Queen e David Bowie.

 

Ouverture
Referenziale, obliqua, mitica o sostanziale, la comunicazione per Marta è sempre stata una passione, o forse un destino. Pensare a dove lavora Marta oggi, poi, fa quasi girare la testa. È un’azienda che risponde alla necessità delle persone di cercare una risposta alle proprie esigenze. “Dopo la laurea in semiotica del testo nel 2001 ho cominciato la mia carriera nel mondo dell’Adv per Repubblica, L‘Espresso e tutte le testate del gruppo Espresso per l’EmiliaRomagna. Poi il trasferimento a Milano e l’inizio dell’avventura in Google, dove sono da sette anni. Inizialmente sempre nel mondo del pure advertising, mentre negli ultimi tre sono passata al team Doubleclick, una piattaforma che offre al mercato tecnologie per la misurazione e automazione del marketing digitale”.

 

The story so far
Il primo problema metodologico della Semiotica è quello di definire cosa sia un testo. La risposta, illuminante e semplice, è che un testo è tutto ciò che può essere letto. Così la pubblivora Marta scrive la tesi in Semiotica del Testo su qualcosa che può essere letto: un’identità. È quella di un piccolo brand emergente, Cruciani, con relatore Patrizia Magli e correlatore Roberto Grandi (con l’eccezione di Magli, c’è già qui molta BBS). Poi il salto nel mondo della comunicazione, nel settore più sfidante, quello dell’advertising tradizionale. E poi, dopo sette anni di pagine di giornale, il nuovo foglio bianco da riempire diventa lo schermo.

 

Perché BBS
“Perché è una realtà con una forte identità, e con delle persone che mi hanno ispirato e offerto da subito più fiducia e accoglienza di altre. E poi… sono una fan della Villa!”. Marta a 28 anni sente l’esigenza di ampliare le proprie conoscenze, è orgogliosa dei suoi studi umanistici e semiotici ma crede di poter dare di più. È stato il direttore di filiale di Manzoni a convincerla che la formazione manageriale era un buon investimento. Se quella esperienza aveva arricchito un laureato in Economia, perché non poteva essere lo stesso per lei?

 

Prove validanti
Dopo oltre 10 anni di advertising, tre anni fa, passare dal mondo dell’advertising a quello delle tecnologie è stato un salto. “Sono due segmenti con logiche e cicli di vendita molto diversi. Mi sono sentita molto debole nel passaggio, ma mi sbagliavo”. Con l’opzione Doubleclick già aperta, infatti, Marta scopre di aspettare un bambino. “Non era in programma in nessun senso: una grande sorpresa che avrebbe rimesso in gioco nuovamente la mia vita personale e professionale”. Marta sceglie e fa il doppio salto mortale: cambia lavoro e settore commerciale. Con una pancia piena di cambiamenti. “Ho saputo gestire la situazione. Ne sono uscita rafforzata e con una grande fiducia verso me stessa”.

 

Una parola magica
A Foligno, sua città natale, Marta torna pochissimo. Anche il piccolo di due anni e mezzo “è un bambino piuttosto urbano, metropolitano direi!” che si gode Milano. Marta entra al lavoro alle 9 ed esce alle 19, un ottimo orario per un manager cross-function. Le piacerebbe fare tante cose, volontariato soprattutto, ma è difficile trovare spazio per gli argomenti che le stanno a cuore in un’agenda piena di responsabilità, al lavoro e in famiglia. Le chiedo se c’è qualcosa che le è d’ispirazione. Una parola magica che apre una tua ricerca personale? “Nella prima parte della mia vita ero molto concentrata sulla mia individualità, oggi sono più sensibile a cosa mi accade attorno. Forse direi Solidarietà”.

 

(Ndr)
“Nel lavoro cerco di essere sempre all’altezza delle mie aspettative e di quelle dei miei colleghi”. Persino al telefono si sente, anche se dai telefoni di Google si sente male –cercate “telefoni da ufficio”, dai. Immagino Marta come la pubblivora di molti anni fa, una ragazza laureata in Comunicazione su cui lei stessa ha scelto di innestare un dispositivo commercial-manageriale per mettersi alla prova.

 

Un consiglio a uno studente
“Cercare di accelerare la laurea e l’ingresso nel mondo del lavoro, di non indugiare nella carriera accademica se non motivato a seguire quel percorso. Di viaggiare, studiando almeno un anno all’estero. Sfruttate i programmi di scambio più consolidati e cercate di entrare nel mondo del lavoro il prima possibile. Subito dopo la laurea mi sono data un anno per cercare lavoro, per capire come applicare le mie conoscenze al mercato. Prima lo si fa, meglio è.”


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