My Story, Our Story: Davide Caramico

19 June 2017

Gli Alumni di Bologna Business School si raccontano: il prima, il dopo e i ricordi della vita da studente, per una storia di sé e della propria esperienza professionale, per una storia della nostra Community. Protagonista di questo episodio è Davide Caramico, Head of Digital Channel and Business Development for Italy at Western Union.

La Soundtrack scelta da Davide è la cover di Ashita ga aru sa (明日があるさ) della band giapponese Ulfuls.

Ouverture: Davide Caramico, dal Giappone al futuro

È come se Davide fosse salito sulla Delorean del film Ritorno al Futuro e avesse visto con grande anticipo la rivoluzione tecnologica e digitale che cambierà in brevissimo tempo le regole della comunicazione e dell’imprenditoria. Ma non ha dovuto viaggiare nel tempo. Gli è bastato incontrare il Giappone nei primi anni ’90, quando nascevano i primi siti web. E ha deciso di parcheggiare la Delorean per qualche anno nel Paese del Sol Levante.

The story so far: “Sono evidentemente romano”

Sono evidentemente romano” afferma Davide Caramico con inconfondibile accento. E nella capitale nasce, cresce e studia, laureandosi in Lingue e Letterature Straniere con una tesi in Filologia Romanza. Un percorso originale rispetto ai curricula di tanti altri manager. “La filologia è forse la materia più scientifica nell’ambito umanistico. Le lingue si modificano a contatto con contesti diversi.” Questa plasticità della lingua, che è poi la stessa della mente e dell’esperienza, Davide la sintetizza così: “Se un pilota di aerei da caccia compie un errore e si ferma a riflettere mentre è in volo si stampa contro una montagna. Per apprendere e sopravvivere deve correggere l’errore immediatamente. Considerando quello che sto facendo adesso nella vita mi sarebbe stato più utile studiare ingegneria, ma le ‘correzioni in volo’ che ho dovuto effettuare mi hanno fatto apprendere in maniera originale”.

Per Davide lo studio di materie umanistiche è stato insomma un terreno fertile sul quale sviluppare altre discipline. “Ero uscito dall’università e non sapevo come fosse fatto un bilancio. Ma in tre mesi con un paio di libri sono riuscito a capire.” La lettura di tanti romanzi per l’esame di letteratura francese non sarà stata utile per andare a lavorare in azienda, ma ha dato a Davide la possibilità di conoscere il mondo attorno a sè, in modo più approfondito, fornendogli capacità interpretative originali.

Big in Japan

Avere 27 anni ed essere terrorizzato all’idea di avere trovato il lavoro definitivo. Davide lavora nel campo delle assicurazioni ma il desiderio di fuga e tale da portarlo fino in Giappone, dove scopre nuove tecnologie per come le conosceremo in Italia con anni di ritardo. “Un mondo che non vedevamo, perché non eravamo ancora avvolti dall’infosfera del web.”

Studiare diventa il grimaldello per integrarsi in un mondo nuovo “Nel 1997 ho vinto una borsa di studio del governo Giapponese. Mi sono ritrovato in una università con 19.000 studenti di cui solo 200 occidentali. Poi una specializzazione post degree a Tokyo. Sono rimasto in Giappone fino al 2001.” Ancora Giappone quando esplode in tutta Europa il caso delle licenze UMTS. “Facevo scouting tecnologico per una grande startup italiana monitorando quanto accadeva in oriente, approfittando delle anticipazioni che avevo sotto gli occhi”.

Dopo un’esperienza nell’automotive emiliano, Davide va in Cina per conto di un marchio italiano del lusso e poi incontra ancora il Giappone nel 2005 con il lavoro in una azienda nipponica specializzata in previsioni del tempo “Mi interfacciavo direttamente coi clienti su un mercato estremamente importante nella pianificazione aerea, marittima, delle risorse idriche e delle attività industriali. Si cercava di creare anche un mercato consumer che solo ora con i siti di meteorologia si è concretizzato ai massimi livelli, con traffici fra i più importanti della rete. Non c’era ancora la compulsione del controllo sullo smartphone delle previsioni e le perturbazioni non avevano quei nomi evocativi tanto utili al marketing. Anche in questo caso i giapponesi avevano previsto tutto con una ventina d’anni d’anticipo.”

Perché (e come) Bologna Business School

Il ciclone degli eventi porta Davide Caramico verso altre novità, e con la buonuscita dall’azienda meteorologica si paga il master in BBS. “All’epoca ero assetato di competenze: volevo avere delle armi in più da potermi spendere all’interno della mia attività giornaliera. E’ con questo spirito che mi sono seduto in aula.”

L’EMBA BBS è stata la pietra angolare per trasformare Davide da una professionista della vendita a una persona d’azienda che usa le vendite per contribuire al risultato economico complessivo. “Sembra banale ma prima mi risultava non avevo una chiara coscienza dell’impatto che avevano le mie azioni all’interno di una struttura organizzata come una azienda. Solo dopo il master ho avuto consapevolezza del meccanismo complessivo e del mio ruolo all’interno dell’organizzazione.”

E con l’esperienza del Master arriva anche l’offerta di Western Union, la multinazionale dove Davide lavora tuttora come responsabile del settore digitale per il sud Europa. “Avere avuto un bagaglio di esperienze lavorative pregresse e avere ricevuto da BBS una “cassetta degli attrezzi” utile per lavorare con più efficacia mi ha permesso negli ultimi due anni di fare un grande salto di competenze. Anche le persone del mio team riescono a vedere in me un’evoluzione.”

Un consiglio a uno studente

Vivi gli eventi della comunità Bologna Business School. In tutte le sue manifestazioni. Anche prima di decidere di frequentarla. E poi datti tempo.” A Davide c’è voluto un po’ di tempo per capire chiaramente quale apporto l’esperienza in BBS avesse portato oltre la conoscenza accademica e l’esempio delle esperienze portate in aula. “È quando torni sul lavoro, sul campo, arriverà un momento in cui capirai esattamente cosa hai ricevuto in più. Per me è stato un cambiamento radicale della prospettiva lavorativa. E una volta messo in moto questo processo di apprendimento fornirgli continuamente carburante per andare avanti in modo brillante”.




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