Quando la pace diventa la più grande impresa: il Leadership Talk con Aziz Abu Sarah e Maoz Inon

Gennaio 27, 2026

Due uomini sul palco del BBS New Campus. Un palestinese e un israeliano.
Il primo ha perso il fratello maggiore, arrestato dall’esercito israeliano e morto in carcere a seguito delle torture subite quando Aziz era ancora bambino. Il secondo ha perso entrambi i genitori nell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Davanti a studenti, docenti e ospiti, non si accusano, non dibattono. Si abbracciano.

Aziz Abu Sarah e Maoz Inon non sono solo attivisti per la pace. Sono imprenditori che hanno scelto di trasformare l’impresa in uno strumento di dialogo, incontro e riconciliazione, costruendo nel tempo progetti capaci di mettere in relazione comunità in conflitto. La loro presenza al Leadership Talk di Bologna Business School va oltre la cronaca del conflitto israelo-palestinese: è una lezione di leadership applicata al cambiamento sociale.

 

Il turismo come atto di pace

Maoz Inon cresce in un kibbutz agricolo nel Negev, a circa un chilometro dal confine con Gaza. Dopo il servizio militare viaggia a lungo, entrando in contatto con comunità indigene in diverse parti del mondo: dai Maori in Nuova Zelanda agli Aborigeni in Australia, fino agli Sherpa in Nepal. Al ritorno, quando ha circa trent’anni, realizza un fatto semplice e sconvolgente: non conosce nemmeno un palestinese.

Da questa consapevolezza nasce la scelta di aprire una guesthouse nella città vecchia di Nazareth, seguita negli anni successivi dalla creazione degli ostelli Abraham a Gerusalemme e Tel Aviv. Un percorso imprenditoriale tutt’altro che lineare, segnato da crisi, perdite economiche e ripartenze, che nel tempo dà vita a una realtà capace di accogliere migliaia di viaggiatori ogni mese e di coinvolgere centinaia di collaboratori.

Aziz Abu Sarah cresce a Gerusalemme. A nove anni vede i soldati portare via il fratello maggiore, che morirà poco dopo in prigione. Seguiranno anni di rabbia e desiderio di vendetta. A diciotto anni, frequentando un corso di ebraico, incontra per la prima volta israeliani che non sono soldati né coloni. È una svolta. Da quell’esperienza nasce Mejdi Tours, fondata insieme a un partner ebreo: viaggi guidati da due persone, un palestinese e un israeliano, che raccontano gli stessi luoghi da prospettive diverse, dando vita a un dialogo continuo invece che a una narrazione univoca.

L’idea che accomuna i loro percorsi è semplice e rivoluzionaria insieme: l’incontro diretto tra le persone può abbattere barriere che la politica da sola non riesce a superare. In un mondo in cui oltre 1,5 miliardi di persone viaggiano ogni anno, il turismo diventa uno spazio privilegiato per costruire comprensione e fiducia.

 

I cinque passi dall’idea alla realtà

Durante il Leadership Talk, Maoz Inon condivide un metodo semplice e concreto, maturato nel mondo dell’impresa e oggi applicato alla costruzione della pace. Cinque passi, simili a un business plan, che guidano sia l’azione imprenditoriale sia il cambiamento sociale.

Sognare. Avere una visione chiara. Senza visione, ricorda citando le Scritture, le persone si perdono.

Definire i valori. Ogni sogno deve poggiare su principi condivisi. Nel loro caso: uguaglianza, dignità, riconoscimento reciproco, riconciliazione, sicurezza.

Creare una partnership. Nessuna impresa, né economica né sociale, può essere costruita da soli. La partnership è ciò che permette di resistere nei momenti di crisi.

Costruire una roadmap. Un piano con obiettivi e scadenze chiare. Anche la pace, sostengono, ha bisogno di una direzione e di un orizzonte temporale: 2030.

Eseguire. Senza azione, ogni visione resta solo un’idea. L’esecuzione è ciò che trasforma il sogno in realtà.

 

Leadership, speranza e responsabilità

Accanto ai loro progetti imprenditoriali, Abu Sarah e Inon hanno avviato nuove iniziative di dialogo e mobilitazione civile, riunendo migliaia di persone in eventi dedicati alla pace. Il loro percorso li ha portati anche all’incontro con Papa Francesco all’Arena di Verona, dove il Pontefice li ha definiti fratelli e ha contribuito a portare le istanze dei movimenti di pace all’attenzione del G7.

Nel corso del talk emerge con forza un messaggio: la leadership non consiste nell’attendere soluzioni dall’alto, ma nel farsi carico della realtà, anche quando è dolorosa. La speranza non è passiva, ma richiede azione, responsabilità e perseveranza.

 

Leadership per il cambiamento

Aprendo l’incontro, il Dean Max Bergami ha sottolineato come questo Leadership Talk rappresenti un’occasione di riflessione che va oltre l’attualità geopolitica, toccando temi centrali per chi si prepara a ruoli di responsabilità: leadership, etica, impatto sociale e capacità di generare cambiamento.

Perché la pace non è solo una questione diplomatica, ma una sfida dell’umanità che richiede visione strategica, partnership solide, pianificazione rigorosa ed esecuzione coerente. Proprio come un’impresa.

E, come Maoz Inon racconta ricordando il padre che ogni anno riseminava i campi del Negev nonostante inondazioni, siccità e parassiti, il futuro non si prevede: il futuro si cambia.



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