Una giornata in Loccioni ha permesso agli studenti dei Global MBA Sustainability and Innovation e Global MBA AI and Manufacturing di confrontarsi con una realtà capace di integrare in modo concreto innovazione tecnologica, sostenibilità e centralità delle persone.
Le company visit sono parte integrante dell’esperienza del Global MBA: momenti in cui ciò che si discute in aula prende forma in scelte industriali, progetti e culture organizzative reali.
Per Giuseppe Picca, Global MBA Sustainability and Innovation, Loccioni “appare come molto più di un’azienda guidata dalla tecnologia: è un ecosistema vivente in cui innovazione, sostenibilità, territorio e persone sono profondamente interconnessi”.
La visita è stata “un viaggio nel tempo”: dalla Basilica di Sant’Urbano e dalla storia della famiglia Loccioni fino ai reparti dove si progettano e si testano le soluzioni più avanzate per i partner industriali. In questo percorso, racconta, emerge con chiarezza “una visione di lungo periodo che non separa mai successo economico, impatto sociale e responsabilità verso il territorio”.
Colpisce in particolare il modo in cui l’azienda coltiva il legame con il contesto locale: un modello che Picca definisce “illuminato” e che richiama l’eredità Olivetti, in cui eccellenza tecnologica e atmosfera umana, collaborativa e curiosa convivono nel quotidiano.
Per Bakop Ngassam Ricardo, Global MBA AI and Manufacturing, Loccioni è un’azienda innovativa, capace di crescere “nonostante la sua posizione geografica, nutrendo giovani talenti locali e costruendo una cultura basata su precisione, professionalità e innovazione”.
L’attenzione non è alla produzione standard, ma a soluzioni su misura per i clienti: “l’innovazione è sempre orientata al problem-solving”, racconta, “con progetti guidati da una combinazione di rigore scientifico e di un approccio quasi filosofico, che bilancia eccellenza tecnica, visione strategica di lungo periodo e collaborazione”.
Questo approccio, sottolinea, è rafforzato da “un forte spirito di collaborazione e teamwork, che fa percepire l’ambiente come una vera famiglia”, elemento non scontato in un contesto altamente tecnologico.
Entrambi gli studenti insistono sul fatto che in Loccioni sostenibilità, innovazione e tecnologia non siano binari paralleli, ma parti di un’unica strategia. Picca cita il caso del fiume Esino, che dopo l’alluvione degli anni ’90 rappresentava una minaccia per il territorio e per l’azienda: Loccioni ha scelto di prendersene cura per un tratto di due chilometri, trasformandolo “da minaccia in risorsa”, coniugando sicurezza, riqualificazione ambientale e valorizzazione del paesaggio.
Un altro esempio chiave è il Second Life Storage System, che esplora soluzioni di accumulo energetico basate su batterie di veicoli elettrici a fine primo ciclo di vita. Ricardo racconta di aver “particolarmente apprezzato l’approccio al riciclo delle batterie per dare loro una seconda vita in progetti concreti e misurabili”, anche perché il suo project work di Business Planning affronta proprio il tema del riciclo batterie. Vedere una soluzione reale lo ha aiutato a capire come “la sostenibilità possa essere integrata in modelli di business solidi, e non restare solo un principio astratto”.
La visita ha messo in luce anche il modo in cui Loccioni lavora sul capitale umano. Picca sottolinea la capacità di “coltivare i talenti locali nel lungo periodo”, accompagnando i giovani in percorsi di crescita che intrecciano formazione, responsabilità progressiva e collaborazione con il territorio.
Ricardo aggiunge di aver trovato “estremamente interessante il loro approccio al coinvolgimento dei giovani talenti”: l’azienda accende “passione e vocazione per un lavoro stimolante, sia manuale che manageriale” e supporta ogni persona “fino al raggiungimento dei propri obiettivi accademici, professionali e personali”, anche grazie a giornate dedicate durante l’anno per esplorare, imparare e conoscere dall’interno la cultura aziendale.
Dal punto di vista formativo, l’esperienza ha lasciato il segno, rafforzando negli studenti la convinzione che la vera innovazione emerga all’intersezione tra tecnologia, sostenibilità e capitale umano e si chiede come progettare, in futuro, modelli di business radicati nei contesti locali ma capaci di generare valore sociale e ambientale di lungo periodo.
Per Ricardo, il takeaway principale è che “la tecnologia da sola non basta”: il vero impatto si genera quando “sistemi avanzati si combinano con uno scopo chiaro, la collaborazione e una visione di lungo termine”.
La visita ha consolidato l’importanza di integrare eccellenza operativa, visione strategica e sostenibilità come driver di innovazione e vantaggio competitivo, e ha aperto una domanda che guiderà la sua carriera: come contribuire a creare contesti in cui i giovani talenti siano ispirati, supportati e responsabilizzati, ottenendo al tempo stesso risultati misurabili per l’azienda, la società e se stessi?
La company visit in Loccioni ha mostrato agli studenti dei Global MBA come valori, cultura e innovazione possano convivere in un modello industriale avanzato, offrendo una prospettiva concreta su cosa significhi guidare la trasformazione sostenibile delle imprese e delle filiere globali.