BBS Leadership Talk con Andrea Pontremoli: innovazione, velocità e il coraggio di sbagliare

Dicembre 16, 2025

Andrea Pontremoli è stato protagonista del penultimo BBS Leadership Talk del 2025, ospitato venerdì 12 dicembre presso il BBS New Campus.

CEO e socio di Dallara Automobili, Pontremoli ha condiviso con la Community di Bologna Business School una riflessione ampia e concreta su innovazione e velocità, due dimensioni che, nella sua esperienza, non sono concetti astratti, ma pratiche quotidiane di leadership, organizzazione e visione industriale.

Ad aprire l’evento è stato Max Bergami, Dean di BBS, che ha contestualizzato il legame di lungo periodo tra Pontremoli e la Scuola: docente da molti anni, figura chiave dell’Executive Master in Technology and Innovation Management, ma anche presenza “di casa” nei momenti comunitari, ricordato con ironia come “DJ ufficiale” delle graduation. Un’introduzione che ha subito ricordato il valore della Community: anche nel contesto di un talk così intenso e autorevole, è importante sentirsi a casa e partecipi, mantenendo leggerezza e vicinanza.

L’intervento di Pontremoli, una vera e propria Masterclass, ha toccato i fondamenti del Management dell’innovazione, insistendo su una distinzione spesso trascurata: innovazione non coincide con invenzione. L’invenzione, ha spiegato, è spesso frutto della ricerca e riguarda pochi. L’innovazione, invece, è un fenomeno collettivo: rende un’idea utilizzabile da molti e, così facendo, la trasforma in valore economico e sociale. In questo senso, l’azienda non è solo “impresa” (qualcosa che richiede un gruppo e non si fa da soli), ma anche “società”: un sistema complesso che segue regole, dinamiche, culture e relazioni. Ed è proprio qui che l’innovazione si gioca davvero.

Uno dei nuclei più incisivi del talk è stato il tema dell’errore, affrontato non come incidente da evitare, ma come leva di apprendimento e accelerazione. La tesi è semplice e scomoda: per migliorare, bisogna sbagliare molto, ma farlo velocemente e a basso costo. In Dallara questo avviene attraverso l’uso intensivo di strumenti e simulazioni che consentono di testare moltissime alternative prima di arrivare al prototipo fisico. Il punto, però, non è solo tecnologico: è culturale. Un errore non dichiarato resta un errore, un errore dichiarato diventa conoscenza. E la conoscenza, se condivisa, cresce. Non a caso, Pontremoli ha citato la presenza in azienda di una figura dedicata alla gestione degli errori, a conferma di quanto l’organizzazione possa rendere strutturale ciò che spesso resta implicito e individuale. Accanto a competizione ed errore, Pontremoli ha portato l’attenzione su ciò che, fa la differenza “quando la tecnologia cambia cento volte al giorno”: le persone. Da qui una parte molto concreta sul tema dei valori, tradotti in comportamenti misurabili. In Dallara i valori guida sono umiltà, lealtà e curiosità. Umiltà come capacità di ascolto e sospensione della presunzione; lealtà come rispetto reale nelle relazioni tra colleghi, clienti e fornitori; curiosità come allenamento sistematico al “perché”, andando in profondità oltre le risposte immediate. Il passaggio chiave è che i valori non si valutano sulle intenzioni, ma sui comportamenti: piccoli indicatori quotidiani (anche banali, come la puntualità) diventano segnali della qualità del sistema sociale in cui si lavora.

Un altro asse portante dell’intervento è stato quello dell’unicità: per Pontremoli innovare significa saper rispondere alla domanda “che cosa ho io di unico?”. Le caratteristiche davvero fondamentali vengono spesso date per scontate e smettono di essere differenzianti. L’innovazione, quindi, si gioca sulla capacità di costruire e comunicare un elemento distintivo. Da qui una riflessione strategica sulle traiettorie dei mercati: da un lato prodotti sempre più economici, dall’altro prodotti e servizi sempre più premium. In questo scenario, l’Italia – per struttura produttiva – ha meno spazio sul “basso costo e grande scala” e più opportunità sull’alto valore, a patto di tenere insieme tre elementi: innovazione, marketing e brand. Il marketing, ha sottolineato portando esempi concreti e memorabili, non è un orpello: anche l’uovo migliore del mondo, se “non fa coccodè”, rischia di non esistere per il mercato.

Il talk ha poi ampliato lo sguardo dal singolo business al territorio, portando esempi e numeri legati alla Motor Valley e alla logica di filiera: l’innovazione non vive nel perimetro di un’azienda, ma in un ecosistema che integra imprese, formazione e istituzioni. È su questo crinale che Pontremoli ha invitato a spostarsi: dall’“ego-sistema”, centrato su di sé, all’“eco-sistema”, centrato sulle relazioni e sulla capacità di generare valore condiviso. Un messaggio coerente con lo spirito di Bologna Business School: formare persone che non gestiscano solo competenze, ma anche la complessità umana e sociale che quelle competenze devono coordinare.

Nella parte finale, lo spunto più provocatorio ha preso la forma di una domanda: se si assumesse che la tecnologia per realizzare ciò che si desidera esiste già, allora il problema diventerebbe un altro, radicalmente umano: che cosa vuoi fare? Non c’è automazione che possa sostituire l’immaginazione, la direzione e la responsabilità di costruire un futuro in cui le persone vogliano stare. Lo scambio con il pubblico ha confermato il clima partecipato della sala. In particolare, una domanda sulle nuove generazioni ha spinto Pontremoli a ribaltare un luogo comune ricorrente: non è vero che “i giovani sono peggio”. Il rischio semmai è togliere loro la speranza, perché non si offrono obiettivi alti e fiducia reale. La fiducia, ha ricordato, è una delle poche cose che per ottenerla bisogna prima darla.

A chiusura, Max Bergami ha ripreso tre fili emersi con forza – errore, relazioni, visione di lungo periodo – e l’incontro si è concluso con i ringraziamenti e un momento conviviale. Un finale coerente con l’andamento della serata: un talk denso, pratico, capace di unire industria e cultura organizzativa, e soprattutto di lasciare la sensazione di aver ascoltato idee applicabili già dal giorno successivo, senza perdere la prospettiva.



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