BBS e IAE Paris Sorbonne: formare la leadership HR tra cultura e inclusione

Marzo 30, 2026

Quattro giorni, due scuole, un tema che non si esaurisce in aula. Dal 16 al 19 marzo, il Professional Master in HR & Organization di Bologna Business School ha accolto i colleghi e le colleghe dell’IAE Paris Sorbonne Business School per un exchange internazionale dedicato alla diversity e alla cultura organizzativa.

Titolo del programma: Hacking Culture and Diversity Management

Partire dai blind spot

Il percorso è stato progettato e condotto da Claudia Manca, Associate Professor in BBS e DTU, intorno a una domanda scomoda: cosa non riusciamo a vedere, e perché?

Il punto di partenza, interrogarsi sui propri blind spot, ha generato riflessioni potenti. Sarai Diaz, partecipante del Master, racconta un esercizio apparentemente semplice:

“Ci è stato chiesto di elencare le persone di cui ci fidiamo di più. Ho realizzato che la maggior parte condivideva la mia nazionalità e aveva un’età simile alla mia. Un pattern inconscio, difficile da vedere finché non ti viene mostrato.”

Riconoscere il pattern è il primo passo. Cambiarlo richiede intenzione e, spesso, un contesto che lo renda possibile.

Dentro le aziende: Hera e il modello DEI come strategia

Il secondo giorno ha portato i partecipanti in visita a Gruppo Hera, multiutility leader in Italia, dove Alessandro Camilleri, HR & Organization Director, e Alessandra Galeotti, Diversity Manager, hanno condiviso come l’azienda gestisce le diverse dimensioni della propria strategia HR, con un approccio orientato alla creazione di valore condiviso.

Il confronto è andato oltre le best practice: una lettura concreta di come inclusione, equità e gestione delle persone si traducano in scelte organizzative che hanno un impatto visibile.

Lamborghini: quando la DEIA entra nella cultura di prodotto

Il terzo giorno ha portato in aula due voci di Automobili Lamborghini: Lucia Ghirardini, Head of People Experience, Culture and Inclusion, e Antonella Gioia, responsabile DEI e CSR. Un intervento che ha mostrato come un brand globale, con un’identità forte e un immaginario tradizionalmente connotato, stia affrontando il tema della diversità in modo strutturale all’interno dei processi, della cultura aziendale e nella narrazione del brand stesso.

La sessione ha offerto ai partecipanti una prospettiva di grande valore, che supera i discorsi su “come si fa diversity” in azienda, per mostrare come si ridisegna l’identità organizzativa per renderla davvero inclusiva.

La DEIA come framework strategico

Tra accademia e testimonianze aziendali, il filo conduttore è emerso con chiarezza. Come sintetizza Sarai Diaz:

“La DEIA non è un argomento aggiuntivo. È un framework strategico che dovrebbe essere integrato nel DNA di un’organizzazione. Quando funziona davvero, guida l’innovazione, rafforza l’engagement e migliora la reputazione.”

Un messaggio che i partecipanti, futuri professionisti HR provenienti da background anche molto diversi tra loro, hanno portato nelle presentazioni finali del quarto giorno, mostrando come si traduce in analisi, proposte e interventi concreti.

Un exchange che genera valore in entrambe le direzioni

L’incontro tra BBS e IAE Paris Sorbonne ha dimostrato che la diversità, dentro un’aula, non è un valore astratto, ma una reale condizione di lavoro. Background differenti, prospettive diverse, domande che non si sarebbero generate in un gruppo omogeneo. Esattamente il punto di partenza del programma e, probabilmente, il suo risultato più duraturo.



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