Startup Ecosystem Day | In Villa Guastavillani protagonista l’innovazione

Gennaio 27, 2023

Italia, Paese di eccellenze, creatività e PMI innovative. Lo dimostrano i dati Mise relativi alla seconda parte del 2022 con +1,8% nel numero di startup iscritte al Registro delle imprese.

Bologna entra nella top ten delle città che hanno visto un incremento nell’apertura di nuove attività ad alto tasso di innovazione, dimostrando di essere un valido incubatore di idee e iniziative dedicate.

In questo contesto, lo Startup Ecosystem Day di Bologna Business School si conferma un appuntamento utile non solo a favorire l’incontro tra domanda e offerta, facendo nascere nuove sinergie e collaborazioni, ma anche a suscitare interesse verso idee e tecnologie pronte per essere commercializzate. E non potrebbe essere diversamente, data la grande partecipazione della Community a questo evento, giunto lo scorso 19 gennaio alla sua settima edizione. Un evento che ogni anno si rinnova, confermando il ruolo di BBS come hub per l’imprenditorialità innovativa in grado di coinvolgere investitori, manager e imprenditori del proprio business network.

A una struttura estremamente semplice, in grado di facilitare uno scambio efficace e produttivo, lo Startup Ecosystem Day unisce un obiettivo ambizioso, in linea con i valori della Scuola: creare un ecosistema che permetta di promuovere una nuova visione d’impresa, una trasformazione culturale che non può prescindere dalla partecipazione di istituzioni e aziende. Alla base, la convinzione che i modelli di business innovativi riescano a svilupparsi solo in un contesto di forte contaminazione.

Ed è grazie a questo modello ormai consolidato che anche quest’anno lo Startup Ecosystem Day è riuscito a coinvolgere e appassionare 102 startup e oltre 400 membri della Community BBS. Alumni, studenti e imprenditori hanno animato Villa Guastavillani, sede di Bologna Business School, per un intenso pomeriggio di confronti, scoperte e preziose occasioni di networking. 

Come ogni anno l’evento è stato suddiviso in due momenti fondamentali. Alla prima parte, lo Startup Corner, dedicata all’incontro tra Startup e Community, hanno fatto seguito le sessioni di discussione parallele suddivise per aree tematiche:

  • Agri-Food
  • Automotive and Automation
  • Clean-Tech and Energy
  • Design, Fashion, and Made in Italy
  • Digital Services, ICT and Fintech

Per ognuno di questi settori, strategici per la crescita del Paese e non solo, sono stati introdotti insight di valore, che hanno permesso ai partecipanti di ampliare le proprie conoscenze anche rispetto a discipline complementari rispetto alla propria. 

E se è stato il settore delle nuove tecnologie a proporre le innovazioni più sorprendenti, tra intelligenza artificiale e nuove frontiere dell’analisi dei dati, le riflessioni più importanti hanno riguardato problemi e approcci trasversali a qualsiasi azienda che si trovi a progettare o implementare un nuovo modello di business. Che si tratti di cloud, di piattaforme per lo sharing, di lusso o di cucina, infatti, ciò che è importante è che si sviluppi una cultura dell’innovazione che abbia il coraggio di osare e di guardarsi intorno perché, come ha sottolineato Valeria Racemoli, Open Innovation Engagement & Research Manager in InnovEcoS, Global Open Innovation Hub di CRIF, a volte le aziende non hanno al loro interno la conoscenza di una tecnologia avanzata ed è per questo che la collaborazione con le startup diventa ancora più importante”. Così come è importante fare rete e supportarsi a vicenda. Un obiettivo messo in luce da Felippe Fontanelli, Alumnus BBS e Commercial Director EU in Current Foods, che ha spiegato come “uno dei problemi principali che abbiamo qui in Italia, come startup che lavorano in silenzio e da sole, è quello di ottenere i capitali. La nostra soluzione è la nostra missione, ed è quella di creare una Virtuous Revolution Alliance (VIRA), un’alleanza tra startup per aiutarci a vicenda”. 

Al centro del dibattito, trasversale ad ogni settore, anche il tema della sostenibilità. E se da un lato, come ha dichiarato David Stainer, Associate Corporate Finance in Crowe Bompani, “C’è molto interesse per la green tech e il potenziale è alto”, dall’altro è ancora difficile “Definire cosa sia la sostenibilità e cosa significa per un’azienda” come ha sottolineato Sandra Paola Ricci, Alumna BBS e Product Sustainability Specialist in FAAC, che ha anche aggiunto: “per noi significa partire dal prodotto. Quantifichiamo il suo impatto ambientale, mappiamo i materiali non compatibili con l’ambiente, prestiamo attenzione all’imballaggio e ne aumentiamo le prestazioni”. Se parliamo di Food, però, prima ancora del prodotto viene la terra. “Noi non siamo solo una bakery: abbiamo anche i nostri campi e i nostri forni. Quello che ci manca è solo il mulino ed è quello che vogliamo acquisire con il nostro ultimo crowdfunding” ha spiegato Pasquale Polito, co-founder di Forno Brisa “Solo questo modello può essere sostenibile per una startup, dove una pagnotta di pane corrisponde direttamente a 9 metri quadri di campo. Seguire questo modello è la parte più importante per noi, per avere non solo qualità di prodotto, ma anche la sostenibilità di quello che offriamo, garantendo il capitale più importante: la qualità della terra

Tanto spazio è stato dedicato anche alle imprese e alle innovazioni nel settore Automotive. Enrico Dente, Director del Plug and Play Tech Centre e del Motor Valley Accelerator, ha parlato di quella che è ormai una realtà fondamentale della zona: “Motor Valley Accelerator è il primo acceleratore di startup italiano. Ogni anno scegliamo tra le 8 e le 10 startup e le presentiamo al Motor Valley Fest, un’iniziativa di più giorni che coinvolge tutta la città di Modena. L’idea è riunire tutte le eccellenze nazionali che vogliono fare innovazione nel settore automotive”. A conferma della capacità di continuare a produrre innovazione, anche l’intervento di Michele Poggipolini, CEO di Poggipolini e Founder di @ Sens-In Internet of Fasteners, nonché Presidente di Confindustria Emilia Giovani, che ha annunciato l’apertura del nuovo Speed Up Lab collegato all’azienda: “Lo Speed Up Lab oggi è la nostra piattaforma di innovazione di Poggipolini, la nostra casa dell’innovazione. Aprirà a marzo a San Lazzaro. Avrà 1000 metri quadrati a disposizione delle startup che lavorano con noi. Abbiamo deciso di investire in Forward Factory, quindi ogni anno avremo una startup”. L’automotive si conferma così una Community nella community che ha il suo cuore pulsante proprio dove BBS ha le sue radici e che non ha paura di investire e promuovere l’incontro tra i diversi attori dell’innovazione sul territorio. Perché, come ha ricordato Carmine America, BBS Alumnus e Membro del Board of Directors di Leonardo: “Ci sono molti temi in cui la community delle startup può fare molto. Per esempio, nell’intelligenza artificiale e nell’informatica quantistica”.

Particolarmente interessante, nel contesto dell’evento, è stato proprio questo intersecarsi di visioni e approcci complementari, che ha aperto a nuove possibilità, come spesso accade quando discipline diverse hanno modo di confrontarsi. D’altronde, come ha spiegato il Dean di BBS, Max Bergami, “Da sempre la scuola si muove nella direzione dell’interdisciplinarietà e del rapporto tra università e impresa perché fedele al suo ruolo di servizio alla comunità economica. La parola comunità per noi ha un significato importante perché BBS intende consolidare quell’intreccio di relazioni creative che danno solidità al nostro tessuto economico, ricordandosi che per andare lontano serve essere insieme”.



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