Quarantine Memories: “the sunny side” di Silviu Tolu

Aprile 23, 2020

Proseguono i resoconti dei partecipanti del Global MBA di BBS per condividere con la Community come stanno affrontando questo periodo di quarantena.

Ecco una riflessione di Silviu Tolu, partecipante del Global MBA in Design, Fashion and Luxury Goods che descrive come sta trascorrendo le sue giornate lontano da Bologna, tra letture di filosofia, progetti di business e nuovi passatempi.

“Il giorno 1 marzo ho salutato Bologna in tutta fretta per tornare a casa, lasciando la maggior parte delle mie cose con una sensazione particolare, un mix di preoccupazione e speranza, certo che vi avrei fatto ritorno prestissimo.

Invece mi trovo tutt’ora in Romania, mi pongo sempre meno domande su come e quando finirà tutto questo e leggo man mano sempre meno articoli sulla pandemia. Per un certo verso, è come se avessi fatto pace con l’incertezza e l’assurdità di questa situazione, preferendo analizzarla obiettivamente.

Siamo l’esemplare più avanzato che la natura abbia creato, e sono sicuro che sopravvivremo anche trascorrendo il resto dei nostri giorni rinchiusi nei nostri appartamenti, con generi alimentari consegnati a domicilio, laptop e libri come compagni. Se la pensate diversamente, vi consiglio di leggere Uno psicologo nei lager (Man’s Search for Meaning) di Viktor E. Frankl e poi ne riparliamo.

Si tratta, ovviamente, del peggiore degli scenari apocalittici, degno di un film con Will Smith per protagonista. In verità ci riprenderemo le nostre vite, forse anche prima di quanto possa sopportare un PRO come me (ovvero, un essere pessimista-realista e ottimista: neologismo di mia invenzione).

Per tornare a noi, sapete cosa mi ha portato ad essere così sereno in questi ultimi mesi? Ne sono sorpreso pure io, ma devo riconoscere che le mie letture di filosofia stoica paiono dare buoni frutti. In passato ho letto alcune delle lettere mandate da Seneca a Lucilio, che mi hanno regalato grandi insegnamenti. Uno su tutti per questo periodo di emergenza: “Sono più numerose le cose che ci spaventano di quante quelle che ci schiacciano; difatti, soffriamo più spesso nell’immaginazione che nella realtà”.

The Obstacle is The Way e The Daily Stoic di Ryan Holiday e alcuni saggi di Michel de Montaigne si stanno rivelando altrettanto importanti per mantenere un atteggiamento positivo.

I nostri modelli di pensiero sono collegati al cervello a tal punto che è necessario un certo sforzo per cambiarli: l’intero processo inizia con la consapevolezza e, successivamente entra in gioco il desiderio di intervenire attivamente per modificarli. Non si è trattato di certo di uno switch automatico, ma devo riconoscere di aver maturato nel tempo la capacità di non lasciarmi influenzare da fattori fuori dal mio controllo, per concentrare sforzi ed energie su quelli su cui posso invece intervenire.

Il 2020 doveva essere per me l’anno migliore di sempre: sarei diventato padre, avrei concluso il mio Global MBA in Design, Fashion and Luxury Goods che sognavo di fare da tanto, avrei continuato il mio percorso professionale grazie alle nuove conoscenze e alle opportunità costruite nei mesi.
E sapete che vi dico? Tutto questo accadrà comunque, con o senza pandemia.

Certo, non con le modalità previste, ma quale migliore opportunità di crescita stiamo vivendo? Quale case story più concreto rispetto a quello che stiamo vivendo sulla nostra pelle? Quale momento migliore per (ri)definire chi siamo e cosa vogliamo veramente diventare?

Personalmente ho organizzato la mia vita attorno alle tre aree più importanti per me al momento: lavoro/studio, famiglia e sviluppo personale. Riguardo al primo punto, sono impegnato come prima, con la differenza che ora ho più tempo per approfondire gli aspetti del Master che più mi interessano, portando avanti parallelamente la mia attività professionale con nuove formule.

Tempo fa ho lanciato MotaShop, uno store online che vende borse ed accessori in pelle: nell’impossibilità di realizzare servizi fotografici per promuovere i prodotti disponibili, ho ideato la campagna #HOMEwithMOTA, per scattare foto dei vari articoli nei diversi angoli di casa, e stiamo chiediamo ai clienti di fare lo stesso, rafforzando così la brand identity attraverso il loro engagement.

Questa fase di reclusione forzata e improvvisa mi ha portato ad esplorare cose nuove ed ho scoperto così nuovi passatempi come la cucina, accanto all’amore ritrovato per la scrittura, e nei rari momenti trascorsi fuori casa per necessità ho riscoperto la pace di città semideserte e senza traffico, a tal punto da chiedermi come abbia fatto a vivere a New York per un paio di anni.

Quindi, nel mezzo della tragedia, ho deciso di cercare the sunny side of life come cantava Chet Baker, consapevole di quanto, come diceva l’imperatore Marco Aurelio, il rifugio più tranquillo di ciascuno sia la sua stessa anima”.



ISCRIZIONE

Back To Top