MASTER EXECUTIVE – ARTIFICIAL INTELLIGENCE FOR BUSINESS

Settembre 1, 2023

Intervista a Maurizio Gabbrielli – Direttore Scientifico del Master in Artificial Intelligence for Business

 

Maurizio Gabbrielli, professore ordinario di Informatica e Direttore del Dipartimento Informatica – Scienza e Ingegneria dell’Università di Bologna, è Direttore Scientifico del Master in Artificial Intelligence and Innovation Management e dell’Executive Master in Artificial Intelligence for Business.

L’Executive Master in Artificial Intelligence for Business, part-time hybrid in lingua inglese, vuole fornire ai suoi partecipanti un solido set di competenze per gestire l’impatto dell’intelligenza artificiale nel contesto aziendale.

 

– Se le chiedessero: “Perché dovrei inserire un corso di Intelligenza Artificiale nel mio piano di studi?” lei cosa risponderebbe?

Perché, che ci piaccia o no, l’Intelligenza Artificiale e le tecnologie ad essa collegate stanno avendo un effetto dirompente su business e società. Anche se non si vuole diventare specialisti in AI, oggi saper maneggiare queste tecnologie, comprenderne i fondamenti e, soprattutto, saperne gestire le applicazioni diventa centrale nella carriera di un manager che ambisca a ruoli apicali.

 

– Chi è il candidato ideale per l’Executive Master in AI for Business? Quali sono i requisiti di accesso? È necessario avere un forte background tecnico per seguire questo master?

Non è necessario background tecnico in AI perché questo non è un Master tecnico. Qui ci rivolgiamo a persone che già lavorano in azienda, manager a livello medio alto e che quindi hanno tendenzialmente una formazione di tipo economico, in business administration. Questi profili, se vogliono cercare di applicare nell’ambito del proprio lavoro le nuove tecnologie, devono conoscerle senza il dettaglio tecnico necessario allo specialista, ma comprendendone il funzionamento. Non c’è da spaventarsi: ci sono corsi che toccano informatica, matematica, ma sono sempre self contained, costruiti per essere completi e dare tutta la formazione necessaria. Non servono prerequisiti tecnici.

 

– È possibile con questo Master conciliare la vita lavorativa con lo studio?

Il programma è ibrido proprio per facilitare questo aspetto: l’80% della didattica è online nel tardo pomeriggio (ora italiana), in modo da permettere ai professionisti di continuare a lavorare. Ci sono poi due residential da 4 giorni ciascuno in sede molto utili per toccare con mano gli argomenti trattati, con visite aziendali e lezioni on campus, e per sviluppare l’importante parte di networking che un Master come questo vuole fornire.

 

– Cosa concretamente ha in mano un partecipante alla fine del Master?

Quello che auspichiamo è la conoscenza di alcune di queste tecnologie, non specialistica e profonda, ma una cognizione importante delle tecniche di base che si usano oggi: parliamo di Machine Learning, di Computer Vision e Large Language Model.  La conoscenza ad ampio spettro di queste tecnologie, sommata a una parte importante di corsi su come queste tecnologie possono essere utilizzate per modificare e riorganizzare i processi produttivi, porta a creare valore immediatamente spendibile in azienda in tutti gli ambiti che richiedono digital transformation e innovazione.
Vogliamo fornire una visione complessiva di cosa sia l’AI e di come alcune applicazioni stiano diventando, famoso è il caso di ChatGPT, sempre più importanti.

 

– L’interesse per l’AI è oggi molto alto. A cosa siamo di fronte? È una nuova rivoluzione paragonabile alla nascita di Internet?

Nel corso cercheremo di informare e dare prospettive per capire cosa non si può fare oggi con AI. Da fine anno scorso, per esempio, attorno a ChatGPT si è creato un hype esagerato: pare una panacea a tutti i mali, una sorta di Oracolo di Delfi cui appellarsi per qualsiasi cosa. Capire, invece, come questi sistemi, per loro natura intrinsecamente probabilistici, abbiano sempre un margine di errore inevitabile è esattamente materia del Master.
Lo sviluppo di nuove tecnologie è continuo. Nel 2010 non avremmo immaginato l’arrivo di ChatGPT. Questi sistemi ci pongono di fronte a nuovi problemi normativi, deontologici, etici e filosofici, oltre che pratici. Basta pensare all’ambito dell’insegnamento: è noto che, in molti ambiti, ChatGPT ha delle performance nel risolvere problemi d’esame paragonabili a quelle di uno studente medio. È una rivoluzione che viene da lontano e che cambierà molte attività lavorative e non solo.
Poi, occorre gestire i problemi dell’utilizzo di queste tecnologie per profilare persone, nell’HR. Occorre stare molto attenti perché una tecnologia ottimale in un ambito, può essere del tutto immatura se usata in ambiente diverso e rivelarsi fallimentare.

 

– Quali sono oggi, a suo giudizio, le più stimolanti aree di ricerca teorica nell’ambito dell’intelligenza artificiale? Quali le più promettenti applicazioni pratiche?

Sicuramente, la Computer Vision: la capacità delle macchine di analizzare immagini. Le macchine non sbagliano quasi più in questo senso, il margine di errore è vicino allo zero, con tutte le conseguenti applicazioni industriali importantissime.
Poi, il Natural Language Processing (NLP), che tratta l’interazione tra computer e linguaggio umano, ha grande successo e molte possibili applicazioni.
Ancora, gli strumenti artificiali di generazione di programmi che già funzionano molto bene: l’attività del programmatore medio sarà rimpiazzata quasi completamente dalla macchina, gli umani faranno altro, progettazione di alto livello e risoluzione dei bug.
Pensiamo all’ambito medico: occorre grandissima attenzione, ma se consideriamo la diagnostica per immagini, oramai le macchine in molti contesti sono più precise degli esseri umani. L’analisi di una radiografia basata su AI è superiore a quella fatta da un medico.

Su cosa si sta lavorando adesso? Soprattutto sull’integrazione di Machine Learning, quindi sistemi che apprendono da sé grazie all’enorme quantità di dati a disposizione, e Sistemi basati su regole date dall’umano alla macchina. Integrare questi due modelli radicalmente diversi è una sfida di lungo periodo.
Cambiamenti arriveranno anche in ambito educativo: lo sviluppo di tutor virtuali, specializzati in una materia di cui posseggono i contenuti e capaci di interagire con gli studenti, è oggi materia di lavoro.
Poi, si studia molto su aspetti normativi, legali, etici per capire cosa si può o si deve o è giusto fare e cosa no. Un esempio: è stato sviluppato dall’Università di Austin in Texas un sistema di Mind Reading[1]. Un vero e proprio lettore del pensiero basato su statistica e risonanza magnetica: è provato che a seconda dell’attività cerebrale in atto, si “illuminano” aree diverse del cervello. Se calcolo ne “accendo” una; se parlo la mia lingua, un’altra; se comunico in un altro idioma, altre ancora. L’esperimento: è stato mostrato un cartone animato a un volontario e gli è stato chiesto di pensare in silenzio la descrizione delle immagini che stava vedendo. La macchina ha tradotto in tempo reale quel pensiero in una descrizione verbale con precisione incredibile.
La domanda, ora, è: dobbiamo andare avanti con lo sviluppo di questa tecnologia?
I quesiti etici si rincorrono per tecnologie sempre più rapide e che hanno a che fare con uno spettro molto ampio di attività umane. C’è molto da lavorare in questa direzione.

 

– Perchè scegliere Bologna Business School per fare un Executive Master?

Per la Faculty di assoluto livello d’eccellenza, con una caratteristica specifica molto rara nelle Business Schools: coniugare specialisti di ambito economico e specialisti di area ICT e, in generale, informatica. Questo si deve al fatto che BBS nasce da una collaborazione fra i Dipartimenti di Scienze Aziendali e Informatica. Fin dall’inizio, la Scuola si è formata su una commistione di Business Administration e altissima attenzione alle nuove tecnologie.
Poi, per il potente network di aziende che BBS può mettere in campo: un fortissimo legame col territorio e le sue eccellenze note in tutto il mondo, ma anche una vision internazionale che la collega a company leader nel mondo.
Ancora, l’ambiente eccezionale che sarà completato dal nuovo Campus, una struttura all’avanguardia, polifunzionale e che porterà Bologna Business School a fare un altro salto in avanti in termini di qualità e offerta.

 

 

[1] https://news.utexas.edu/2023/05/01/brain-activity-decoder-can-reveal-stories-in-peoples-minds/
https://www.nature.com/articles/s41593-023-01304-9

 

 

 



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