My Story Our Story: Francesco Pisano

2 October 2017

Gli Alumni di Bologna Business School si raccontano: il prima, il dopo e i ricordi della vita da studente, per una storia di sé e della propria esperienza professionale, per una storia della nostra Community. Protagonista di questo episodio è Francesco Pisano, CEO Worgas Group.

Ouverture: primo amore, ingegneria

Nella Calabria degli ann’80 un imprinting familiare ben definito porta tre fratelli e una sorella a studiare ingegneria. Così inizia la storia di Francesco Pisano che, in meno di trent’anni, passa dall’essere uno studente nella terra natia del sud Italia alla posizione di CEO per Worgas Group.

“A 25 anni ho cominciato a lavorare nella mia regione. All’epoca si lavorava facilmente, non era un merito ma una condizione normale. Ho imparato a scrivere il CV da adulto, mentre i giovani oggi sono costretti ad imparare prima quello e poi a lavorare,” dice, ricordando gli anni dei suoi inizi nel settore progettazione autocarri.

Francesco Pisano è una persona concreta, che non ha però mai trascurato l’aspetto ludico della vita. “Come persona mi definisco sorridente, non posso fare nulla se non mi diverto. Sono profondamente convinto che l’aspetto ludico nel lavoro, nelle cose che ci piace fare, dia un gusto diverso a te e a chi ti sta intorno.”

The story so far: da tecnico a manager

Quando sono cominciate le chiamate dal ‘nord’, Francesco era un giovane professionista affermato e soddisfatto. Quelle brevi trasferte però gli avevano mostrato un mondo diverso, sia negli usi che nelle tecnologie, talmente interessante che ha deciso di rimanere.

“Circa 22 anni fa ho cominciato a lavorare come consulente per IMA, TetraPak, Arcotronics ed altre aziende dell’indotto locale. Poi è arrivata la chiamata da Caterpillar. La prima cosa che mi dissero è stata: non puoi fare più il consulente. È stato come dover scegliere tra la vita di uno scapolo impenitente e il legame solido con la persona giusta.”

Ha scelto l’azienda, e l’azienda ha creduto ed investito su di lui. Ha cominciato a girare il mondo e a crescere professionalmente. “Mi hanno dato la possibilità di studiare in America e, se non mi fosse bastato, di scegliere un ulteriore percorso in Italia. Ed io ho scelto Bologna Business School.”

Perché (e come) Bologna Business School

Francesco sente il bisogno di rafforzare le sue capacità manageriali. “Io vivevo a Bologna. All’epoca Bologna Business School era ancora Alma Graduate. Mi piacque subito il loro approccio, serio e metodico. Ho conosciuto professori, come Carlo Boschetti, che mi hanno affascinato. Tutto lo staff ha contribuito a rendere l’esperienza di studio un periodo magnifico, rafforzata dall’intensità dello studio.”

Lo studio negli Stati Uniti e in Italia sono state due esperienze molto diverse per Francesco. “Ho studiato tantissimo a Bologna, pur essendoci abituato arrivando da ingegneria. Ricordo con piacere il rispetto reverenziale nei confronti dei professori del MBA, sono stati dei veri e propri maestri di vita.”

Francesco ha scelto, nel 2004, l’MBA Part-time Weekend per conciliare il lavoro, lo studio e la famiglia. “Qui ho acquisito un network fondamentale. La BBS oggi ha acquisito un’anzianità tale da poter contare su un network che funziona.”

“Network non vuol dire avere l’amico che ti aiuta, ma avere qualcuno che ti aiuta a dare valore aggiunto a quello in cui credi,” precisa.

La ricerca della felicità

Dopo l’MBA sono cambiate tante cose. Partendo dall’essere un tecnico puro, Francesco ha cominciato man mano ad occuparsi di questioni di impresa a 360 gradi.“ Avevo finalmente capito come era veramente fatta un’azienda. Pensavo di saperlo, ma non era così. Ho scoperto cosa significasse muovere le leve funzionali di un’azienda. Questo me l’ha insegnato la Bologna Business School.”

La vita di Francesco è un continuo movimento alla ricerca della felicità, verso quello stato fisico e mentale in cui tutto diventa possibile con naturalezza. “Ho bisogno di trovare persone giocose e pulite,” dice. “La pulizia, lintegrità, non sono scelte etiche ma, scelte con ritorno di lungo periodo. Bisogna insegnare ai nostri figli che nel fare i furbi si ha vita breve. Giocare secondo le regole è un investimento di lungo termine, te lo porti dietro per tutta la vita.”

Un consiglio a uno studente

“Il consiglio che posso dare a chi desidera affrontare l’MBA nel migliore dei modi è lo stesso che darei per vivere nel migliore dei modi: essere perseveranti. Non è necessaria grande genialità. Conosco personalmente grandi geni che si sono persi ed altri che con impegno e perseveranza hanno portato al successo idee mediocri.

Tutto ciò che facciamo deve diventare parte di noi, del nostro DNA. Come il musicista che diventa tutt’uno con lo strumento.”




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