Dialogo con Renato Brevini, presidente di Brevini Group

15 October 2015

Progettato in collaborazione con la BBS, ha preso il via a ottobre il Brevini Corporate Master. Dell’origine e del significato di questo corso, e dei successi dell’impresa da lui fondata 55 anni fa, abbiamo parlato con Renato Brevini, presidente dell’omonima azienda.

Come è nata l’idea di questo progetto?

La progettazione di questo Master è iniziata circa un anno e mezzo fa in continuità con la tradizione Brevini che ha sempre avuto una forte attenzione per la formazione manageriale e per quella tecnica. Dopo 55 anni di attività, abbiamo ritenuto corretto introdurre nella nostra offerta formativa un percorso di General Management con l’obiettivo di far lavorare insieme i manager del gruppo per agevolarne la crescita strutturata delle competenze trasversali. Pur avendo sempre avuto una vocazione multinazionale, la Brevini è un’azienda italiana, emiliana. Abbiamo scelto la BBS come partner per questo progetto, in quanto convinti che l’eccellenza Italiana possa davvero fare la differenza nelle sfide internazionali. Questo primo Corporate Master si rivolge a 28 manager provenienti dalle società del gruppo Brevini, Headquarter incluso; avrà una durata di circa due anni e si articolerà in 5 moduli, svolti interamente in lingua inglese e tra loro complementari: Market and Commercial Excellence; From Market to General Strategy; Performance Management e System Cost Management; Corporate Finance; Organization Human resources Management and Change Management. I moduli saranno strutturati in modo da bilanciare ore frontali di teoria a momenti più pratici di lavoro in team. In questo modo, oltre allo sviluppo delle conoscenze, sarà favorita anche l’integrazione e lo sviluppo di nuove sinergie.

Perché è importante oggi un programma di formazione manageriale come questo?

Oggi è ormai indispensabile avere conoscenze a 360 gradi, in modo da saper gestire il particolare e il generale e saper valutare gli impatti delle proprie scelte su tutte le compagini aziendali. E’ dunque fondamentale consolidare le competenze specifiche di ciascuna professione con quelle manageriali. Queste nuove conoscenze o comunque un “revamping” delle conoscenze esistenti, affiancate alla forte conoscenze tecnica dei prodotti Brevini e del mercato, sono gli ingredienti indispensabili per poter giocare la nostra partita nell’arena competitiva internazionale. Sono convinto che il master potrà fornire nuovi strumenti per affrontare queste sfide in futuro.

La Brevini nasce 55 anni fa e oggi è presente in tutto il mondo: qual è stata la chiave di questo successo?

La Brevini ha sempre fatto della vicinanza al cliente il suo cavallo di battaglia. La dimensione della sua rete commerciale ne è una testimonianza: contando le Sales Organizations di Brevini Power Transmission e di Fluid Power siamo a oltre 40 entità locali nel mondo, con competenze non solo di vendita ma anche di customizzazione/engineering, After Sales e Key Account management. Brevini è nata nel 1960, ma già a metà degli anni ‘70 sono state aperte diverse filiali nei vari continenti, una sfida imprenditoriale da non poco a quei tempi; l’accelerazione nell’espansione territoriale è diventata massima negli anni ‘90 quando, in meno di dieci anni, abbiamo dato vita a 9 nuove Sales Organizations. Il fenomeno di internazionalizzazione dell’azienda si è allargato anche all’assetto produttivo, con l’acquisizione di PIV Drives in Germania nel 2002 e l’apertura di Brevini Yancheng in Cina nel 2009, per continuare con USA e Brasile negli anni più recenti. Ora il gruppo conta 2.500 dipendenti in tutto il mondo, per un fatturato che si attesta stabilmente oltre i 400 milioni di euro.

Quali sono i paesi in cui la vostra quota di mercato è più significativa e verso quali mercati sono orientate le vostre strategie di crescita?

L’azienda ha attività in tutto il mondo, con un portafoglio prodotti che permette di coprire le più disparate applicazioni tecniche in ambito industriale, portuale, mobile, minerario etc. In questi business non è sempre facile definire una market share; possiamo comunque dire che Brevini è tra le prime dieci aziende operanti nei propri settori. La diversificazione ha sempre permesso un opportuno bilanciamento fra business in crescita e business in calo, che ha portato una stabilità nei risultati aziendali nonostante la congiuntura economica tendenzialmente negativa. Fra i paesi su cui poniamo massima attenzione per future opportunità di crescita vanno citati USA, Cina, Germania.

Che consiglio darebbe ad uno studente che vuole prepararsi a fare il manager in una azienda come la vostra?

Essere manager oggi richiede la capacità di gestire una maggiore complessità rispetto a qualche anno fa. I flussi di informazione sono più veloci, i confini tra le funzioni aziendali sono meno netti, operare su scala internazionale comporta dover gestire variabili culturali, il mercato cambia con velocità impressionante e richiede un altrettanto rapido adattamento da parte delle aziende. Per essere vincenti in tale scenario bisogna partire dalla considerazione che la preparazione di base è fondamentale, ma non più sufficiente. Se qualche tempo fa la specializzazione consentiva di distinguersi e di emergere grazie a forti competenze nel proprio settore, oggi a queste è fondamentale affiancare conoscenze trasversali che permettano di integrarsi con manager di altre funzioni. L’integrazione tra le funzioni aziendali probabilmente è uno dei tanti fattori che rende possibile la permanenza competitiva sul mercato globale. Quindi studiare sodo, fare esperienze di lavoro e di vita, essere consapevoli che sarà necessario un continuo aggiornamento del proprio set di competenze e capacità. Non dimentichiamo inoltre che l’internazionalizzazione impone la necessità di imparare le lingue e viaggiare, essere aperti a confrontarsi con culture diverse.




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