Un anno di Global MBA: diventare una classe, attraversare le imprese, cambiare prospettiva

Agosto 2, 2026

Nel settembre 2025 sono arrivati a Bologna professionisti provenienti da Paesi, settori e storie differenti. Ciascuno portava con sé esperienze, aspettative e una ragione personale per iniziare quel percorso.

Nei mesi successivi hanno condiviso lezioni, progetti, visite in azienda, incontri e decisioni. Hanno lavorato con persone che osservavano gli stessi problemi da prospettive diverse, imparando a spiegare le proprie idee, a rivederle e, qualche volta, ad abbandonarle per costruirne di migliori insieme.

È così che traiettorie inizialmente distanti hanno cominciato a comporre la storia della classe del Global MBA 2025/2026 di Bologna Business School.

Il Global MBA è un programma full-time di dodici mesi, interamente in lingua inglese. Il percorso comprende Orientation Modules, corsi di General Management, insegnamenti specifici per ciascun track, Clinics, Capstone Project e una fase dedicata all’internship o al project work in impresa.

Prima di tutto, diventare una classe

La Kick-Off Week ha segnato il primo passaggio.

Prima dei corsi, dei track e dei Capstone Project, c’era una comunità ancora da costruire. Business game, incontri con Alumni e Industry Leaders, attività condivise e momenti dedicati alla scoperta di Bologna hanno permesso agli studenti di iniziare a conoscersi al di là delle presentazioni formali.

Per chi arrivava dall’estero, esplorare la città ha significato cominciare a comprendere il luogo in cui avrebbe vissuto per un anno: una città in cui Università, cultura e vita quotidiana continuano a incontrarsi.

La visita in Davines è stata uno dei primi contatti della classe con il mondo delle imprese. Nel Davines Village, gli studenti hanno osservato come sostenibilità, identità aziendale, cultura organizzativa e progettazione degli spazi possano appartenere alla stessa idea di impresa.

In quei primi giorni il punto non era ancora conoscere tutte le risposte. Era imparare i nomi, riconoscere le differenze e iniziare a fidarsi delle persone con cui si sarebbero condivisi mesi intensi di studio e lavoro.

Cinque track, una base comune

Dopo la formazione manageriale comune, gli studenti hanno proseguito in cinque specializzazioni:

  • AI and Manufacturing;
  • Design, Fashion and Luxury Goods;
  • Food and Wine;
  • Sustainability and Innovation;
  • Supercars, Superbikes and Motorsports.

Ogni track ha aperto un punto di osservazione diverso sull’impresa. A tenere insieme il percorso sono rimaste alcune domande: come si decide quando il contesto cambia rapidamente? Come si guida un’organizzazione mantenendo attenzione alle persone? Come si trasforma una conoscenza tecnica in una scelta manageriale? Come possono innovazione e responsabilità procedere nella stessa direzione?

Le risposte sono state cercate nelle lezioni, nei casi aziendali, nei progetti sviluppati in gruppo, nelle Clinics e nel confronto con docenti, manager e professionisti.

Sono emerse anche nelle divergenze. In una classe internazionale, lavorare insieme richiede di mettere in discussione abitudini, linguaggi e modalità di relazione. Significa imparare che una stessa situazione può essere letta in modi differenti e che trovare una direzione comune non coincide con eliminare le differenze.

Attraversare le imprese

Nel corso dell’anno, le company visit hanno portato gli studenti nei luoghi in cui strategie e modelli organizzativi diventano attività quotidiane.

Per i partecipanti dei track Sustainability and Innovation e AI and Manufacturing, la visita in Loccioni ha mostrato un ecosistema industriale in cui tecnologia, sostenibilità, attenzione alle persone e rapporto con il territorio sono parti della stessa strategia.

Gli studenti hanno attraversato la storia dell’impresa, il suo legame con la comunità locale e i reparti in cui vengono sviluppate soluzioni tecnologiche su misura. Hanno incontrato un modo di fare innovazione che unisce ricerca applicata, collaborazione e capacità di guardare al lungo periodo.

La visita in Visa Cash App RB ha aperto invece le porte del cuore operativo di un team di Formula 1.

Entrare in quell’organizzazione ha significato vedere ciò che la gara lascia fuori campo: il coordinamento tra funzioni differenti, il ruolo dei dati, la gestione dei costi, la rapidità delle decisioni e la necessità di mantenere precisione sotto pressione. Dietro le due monoposto lavora un sistema complesso, nel quale marketing, operations, finanza, ingegneria e gestione dei talenti devono procedere nella stessa direzione.

Nel corso dei mesi, i diversi track hanno incontrato anche altre espressioni dell’eccellenza produttiva e creativa italiana. Le visite in Barilla, Ferrari, Lamborghini, Gellify, Fondazione Achille Castiglioni, ADI Design Museum e Triennale Milano hanno permesso di osservare contesti molto diversi: dall’industria alimentare al design, dalla manifattura avanzata alla mobilità, fino agli ecosistemi dell’innovazione.

Ogni esperienza ha aggiunto una prospettiva. Non un modello da riprodurre, ma un’organizzazione da leggere: nelle scelte compiute, nei processi, nei vincoli e nelle persone che rendono possibile il risultato.

Incontrare i leader, interrogare le decisioni

Durante l’anno, il New Campus ha ospitato Leadership Talk con Emanuele Orsini, Andrea Pontremoli, Mariarosaria Taddeo, Mauricio Macri e Gary P. Hamel.

Gli incontri hanno attraversato il futuro dell’industria, l’innovazione, il rapporto con l’errore, le implicazioni etiche dell’intelligenza artificiale, la capacità delle organizzazioni di evolvere e la responsabilità di chi le guida.

Il confronto con Mauricio Macri ha coinvolto direttamente gli studenti del Global MBA e del Professional Master in Business Management. Al centro dell’incontro c’era la leadership esercitata quando le informazioni sono incomplete, la pressione cresce e ogni scelta comporta conseguenze.

Il ruolo dell’ego, il rapporto tra ciò che è giusto e ciò che è conveniente, la forza della squadra e la capacità di assumersi responsabilità sono diventati interrogativi rivolti anche a chi, nel proprio futuro professionale, sarà chiamato a guidare persone e organizzazioni.

Accanto ai Leadership Talk, i Career Talk hanno portato in aula esperienze provenienti da aziende e settori differenti. Gli incontri con professionisti di Dinova, Maserati, Accenture, Baker Hughes, Liu Jo, Penske, FAAC, Montenegro, Macron e Granarolo hanno permesso agli studenti di conoscere ruoli, percorsi e culture organizzative, andando oltre la descrizione formale di una posizione professionale.

Incontrare chi lavora ogni giorno nelle imprese ha significato anche confrontarsi con passaggi meno lineari: cambiamenti di direzione, competenze costruite nel tempo, opportunità riconosciute e decisioni prese senza sapere in anticipo dove avrebbero condotto.

Dal percorso al futuro professionale

Il BBS Career and Orientation Day 2026 ha riunito al New Campus studenti e aziende per una giornata di incontri, colloqui e confronto sulle prospettive professionali.

Boston Scientific, Buccellati, Cerved, CRIF, Datalogic, Davines, EDAG, FAAC, Fabbri 1905, MotorK, Orbico Sportstyle, Prometeia, Revlon, Siemens, Technogym, Unipol, Visa Cash App Racing Bulls e Vertiv hanno partecipato all’iniziativa, offrendo agli studenti la possibilità di dialogare direttamente con recruiter e professionisti.

Dopo mesi trascorsi a osservare le imprese attraverso lezioni, casi e company visit, il Career Day ha cambiato il punto di vista: non più soltanto comprendere un’organizzazione dall’esterno, ma iniziare a immaginare quale contributo portare al suo interno.

Quello che accade tra una lezione e l’altra

Una parte importante di un MBA si svolge negli spazi che restano fuori dal programma.

Nei gruppi che cercano un equilibrio. Nelle discussioni che continuano dopo le lezioni. Nei feedback difficili da dare e ancora più difficili da ricevere. Nei momenti in cui un’idea individuale migliora perché viene corretta, messa in dubbio o completata dagli altri.

È in questi passaggi che una classe impara davvero a lavorare insieme.

Durante l’anno, la community MBA di BBS si è incontrata anche fuori dall’aula. Alla MBA Football Cup 2026, i BBS Oranges hanno rappresentato la Scuola in una competizione che ha riunito studenti MBA e Alumni di diverse Business School italiane.

Sul campo sono tornate dinamiche già sperimentate nei project work: distribuire i ruoli, fidarsi, reagire agli imprevisti e riconoscersi come parte di una squadra.

Cambiare prospettiva

Mentre l’anno accademico entra nella sua fase conclusiva, il percorso prosegue con le internship, i project work e le scelte professionali che seguiranno.

Le persone arrivate a Bologna nel settembre 2025 hanno acquisito strumenti e competenze. Hanno imparato a lavorare con chi ragiona in modo diverso, a riconoscere la complessità restando capaci di decidere, a rivedere una posizione e a fare spazio al contributo degli altri.

Quando la classe tornerà a distribuirsi tra Paesi, imprese e settori differenti, resteranno le aziende attraversate, le parole ascoltate, i progetti costruiti insieme e le relazioni nate lungo il percorso.

Resteranno anche le giornate più impegnative, quando trovare una soluzione comune richiedeva tempo, pazienza e la disponibilità a cambiare idea.

È forse questo il segno più profondo lasciato da un anno di Global MBA: un modo diverso di osservare le organizzazioni, le persone e le decisioni. Un cambiamento che ciascuno porterà con sé nel proprio contesto professionale, insieme alla consapevolezza di averlo costruito, almeno per un tratto di strada, con gli altri.



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