BBS Alumni Network. GetConnected

18 July 2016

Dove ti ha portato la tua esperienza dopo BBS? Gli Alumni di BBS ci raccontano i loro progetti. In questa edizione di BBS Alumni Network ti presentiamo Simone Pancaldi, Alumnus dell’Executive Master Sales and Marketing. Il progetto: GetConnected.


La storia, in breve, di Simone Pancaldi. Dalle superiori direttamente al lavoro per dedicarsi alla sua passione, la programmazione informatica, ed affrontare il lavoro dalla parte più spigolosa: la gavetta. Poi l’Executive Master Sales and Marketing e l’ingresso in GetConnected, la giovane azienda bolognese di soluzioni IT di cui Simone è responsabile del team Sales and Marketing. Direttamente dalla Digital Fair di Bologna Business School il racconto di un percorso professionale e qualche riflessione.

 

Un perito tecnico pieno di vita

La formazione scolastica in una pietra miliare dell’istruzione bolognese, l’Istituto Tecnico Industriale Aldini Valeriani. Da questa scuola superiore provengono le principali competenze artigiane nell’àmbito manifatturiero e tecnologico. Simone ha le idee chiare e dall’Istituto della formazione tecnica per antonomasia muove i primi passi che lo condurranno ad una carriera professionale dal percorso coerente. “Ho sempre avuto passione per l’informatica. Una volta diplomato ho preferito il mondo del lavoro all’Università. Avevo voglia di apprendere sul campo.” Perciò inizia a lavorare come sviluppatore e si forma un’esperienza di 4 anni a Milano. Poi il ritorno a Bologna, con un nuovo interesse per il lato commerciale e marketing delle aziende.

 

BBS

E’ a questo punto che Simone conosce Bologna Business School attratto dalla prima edizione dell’Executive Master in Sales and Marketing. “Ho deciso di frequentare a titolo personale come investimento sul mio futuro. Mi sono trovato in un’aula con tante aziende che portavano la loro esperienza di sales & marketing ma con la stessa esigenza di avere un rapporto più stretto con i clienti nell’ambito B2C.” E mentre frequenta BBS Simone trova un nuovo posto di lavoro. “Durante il Master  entro in conttatto con l’azienda in cui lavoro tuttora. Stava cercando una figura per fare ripartire la parte sales & marketing che era ad interim in carico al CEO.” Si tratta di un’azienda informatica innovativa che allarga il punto di vista di Simone, interpretando lo sviluppo tecnologico in modo diverso, non legato all’IT tradizionale.

 

Merito sul campo

Il caso di Simone è particolare. Unico fra i suoi colleghi di Master a non avere conseguito una laurea viene comunque ammesso in Bologna Business School grazie alla soglia del 10% con cui BBS nei Master Executive si riserva di accettare candidati senza diplomi universitari. “Il fatto di avere lavorato 7 anni nell’IT livello enterprise e 5 come commerciale su tutta Italia ha contato molto nei test di ingresso e durante il colloquio, dove la mia esperienza è stata apprezzata ed è stata decisiva per l’ingresso in BBS.” L’esperienza maturata sul campo, la classica gavetta, suscita l’interesse dei colleghi di Master laureati che vogliono conoscere le dinamiche interne a un’azienda. “Iniziare facendo il tuttofare, dalle fotocopie alle commissioni, è stato sul momento frustrante, ma mi ha permesso di conoscere tutto il ciclo di una azienda, come funziona la struttura dal punto di vista gerarchico, come avviene la gestione del team.” Di BBS Simone apprezza soprattutto l’esperienza e la disponibilità dei docenti. “Manager d’azienda che dopo una settimana di duro lavoro venivano il sabato mattina in aula per raccontarci la loro esperienza, per formarci. E noi studenti vi entravamo ogni weekend sapendo che saremmo tornati a casa con un bagaglio di conoscenze sempre nuove, sempre più ricche.”

 

Digital Fair

“L’app in sé non è mai la killing feature. Siamo nel boom delle app, tutti la vogliono fare ma pochi hanno chiaro come farla e a cosa possa realmente servire.” Simone è molto chiaro quando, riguardo al digital, delinea le opportunità in campo e il rischio di “bolla” di una rincorsa alla creazione di tecnologie che come primo requistito devono essere risolutive di problemi concreti. “Alla BBS Digital Fair abbiamo presentato un prodotto di marketing automation in cloud che gestisce il rapporto far store e la loyalty e l’advocacy degli utenti.  E’ un sistema integrabile in app già esistenti o in app create ex novo che permette di realizzare campagne basate su persone e configurare attività diverse in base alle azioni che si compiono sul device.” Simone ha portato alla Digital Fair anche gli Hololens, gli occhiali olografici di Microsoft che permettono di capire come la realtà aumentata funziona nella progettazione industriale e in generale la creazione del prodotto.

 

Fermento

“Alla Digital Fair ho vissuto il fermento di idee che gravita dentro e attorno a BBS e che osservando i 35 progetti presentati mi ha fatto dire “bravi che ci avete pensato”. Si poteva trascorrere tutta la giornata a parlare fra di noi delle diverse aziende per capire come erano nate le idee, come si erano sviluppate.” E poi, aggiunge Simone, nello spirito proprio della Scuola non è mancato il confronto con parte della Faculty BBS in veste di giurati, con i quali c’è stato un ampio spazio di confronto per migliorare le idee e avere feedback importanti.

 

Don’t judge the book by its cover

Nell’ondata inarrestabile di progetti digitali Simone tenta di dare qualche consiglio per ottimizzare le energie e le idee a disposizione: “Consiglio di non guardare la facciata dei progetti, ma di capirne bene l’utilità.” L’obiettivo a cui tendere è che “diventi una delle 10 app che mediamente un utente nel corso della settimana usa. Capire perché tu la utilizzeresti, perché lo farebbero i tuoi amici, perchè tutti gli altri.” In sostanza: non fatevi sedurre dalla vostra idea, dall’amore per la vostra creatura. E infine una previsione basata su strumenti già sviluppati: “Siamo arrivati ad un punto in cui la tecnologia permette di fare cose veramente interessanti.  Avere rapporti fra aziende e utenti in tempo reale sarà la novità”. Ma sempre in un’ottica multicanale: “Attraverso le simulazioni, la “mixed reality”, sarà possibile vedere in anteprima i dettagli del prodotto, entrare in contatto con esso, interagire, ed avere così un feedback immediato con gli utenti a livello globale.” E così gli utenti potranno entrare anche negli store fisici con maggiore consapevolezza.


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