Innovazione alimentare e sostenibilità: il percorso di Javiera Mujica

Settembre 7, 2026

Per costruire una carriera nel settore agroalimentare oggi non basta conoscere il prodotto. Servono competenze tecniche, capacità manageriali e una comprensione più ampia dei sistemi in cui innovazione, sostenibilità, filiere e modelli di business si incontrano.

È questa consapevolezza che ha accompagnato Javiera Mujica, Alumna dell’Executive Master in Food Innovation and Regeneration di Bologna Business School, nella scelta di proseguire il proprio percorso professionale con una formazione capace di integrare prospettive diverse.

Dopo gli studi universitari, Javiera ha scelto infatti di non iniziare subito un Master. Ha preferito entrare nel mondo del lavoro, fare esperienza e comprendere meglio quali fossero gli ambiti verso cui orientare la propria crescita.

«Ho trascorso quasi sei anni cercando un Master che fosse realmente in linea con la direzione che volevo dare alla mia carriera professionale».

Dalla ricerca al food tech

Il percorso di Javiera è iniziato nella ricerca alimentare, per poi proseguire nell’industria. Un passaggio che ha rappresentato un momento importante nella definizione dei suoi interessi professionali.

Entrata in una food tech company, ha avuto modo di lavorare nello sviluppo di prodotti alimentari e nelle attività di R&D, assumendo nel tempo responsabilità sempre maggiori fino alla guida di diverse categorie di prodotto e di team multidisciplinari.

Lavorare in un’impresa alimentare non tradizionale le ha permesso anche di confrontarsi con nuove modalità di innovazione e con problemi che richiedevano competenze diverse da quelle strettamente tecniche.

Da qui è nata l’esigenza di ampliare la propria preparazione.

«Mi interessava particolarmente la combinazione tra innovazione alimentare e competenze manageriali, insieme alla forte attenzione alla sostenibilità e alle pratiche rigenerative nel settore agroalimentare».

Un ulteriore elemento determinante nella scelta dell’Executive Master in Food Innovation and Regeneration è stato il tema dei modelli di business, fino a quel momento meno presente nel suo percorso.

L’obiettivo era integrare l’esperienza maturata in ambito tecnico e R&D con una conoscenza più ampia delle dinamiche aziendali, acquisendo nuovi strumenti per interpretare l’innovazione anche dal punto di vista strategico.

Guardare oltre il prodotto

Uno degli aspetti che più hanno modificato la prospettiva di Javiera riguarda il significato stesso di innovazione alimentare.

Prima del Master, il suo lavoro era concentrato principalmente sullo sviluppo di prodotto, sulla ricerca e sulla capacità di portare nuove soluzioni sul mercato. Il percorso in BBS le ha permesso di estendere questo sguardo all’intero sistema alimentare.

«Ho imparato a considerare non soltanto il prodotto, ma tutto il sistema che lo circonda».

Anche la sostenibilità assume così una dimensione più ampia. Non riguarda esclusivamente le caratteristiche di un alimento o il miglioramento del suo impatto ambientale, ma coinvolge l’origine delle materie prime, la progettazione delle supply chain, le relazioni con le comunità, i modelli di business e gli strumenti utilizzati per misurare gli effetti delle decisioni.

Una prospettiva che porta a osservare il settore agroalimentare come un ecosistema nel quale imprese, agricoltori, ricercatori, comunità e consumatori possono contribuire allo stesso processo di innovazione.

Per Javiera, proprio la collaborazione tra stakeholder differenti rappresenta una condizione importante per aumentare l’impatto delle nuove soluzioni.

Innovazione come impatto

Questa lettura più sistemica ha modificato anche il modo in cui Javiera affronta oggi il proprio lavoro.

La fattibilità tecnica di un prodotto rimane fondamentale, ma diventa solo uno degli elementi da considerare. A essa si affiancano l’impatto ambientale e sociale, il valore generato per l’impresa e la capacità di costruire soluzioni coerenti con un sistema alimentare più sostenibile e rigenerativo.

«Oggi cerco di guardare oltre la fattibilità tecnica di un prodotto e di considerarne l’impatto ambientale, sociale e di business».

È un approccio che riflette la natura interdisciplinare dell’Executive Master in Food Innovation and Regeneration, dove competenze legate al food, al management e alla sostenibilità vengono messe in relazione per interpretare le trasformazioni del settore da prospettive complementari.

Competenze tecniche e capacità manageriali

Guardando a chi desidera costruire una carriera nel food, Javiera individua nella combinazione tra preparazione tecnica e competenze manageriali uno degli elementi fondamentali.

Una solida conoscenza scientifica e tecnologica resta indispensabile per lavorare nello sviluppo alimentare e comprendere le evoluzioni del settore. Da sola, però, non è sufficiente.

Occorre conoscere anche le logiche di business, comprendere come le diverse componenti del sistema alimentare siano collegate e sviluppare la capacità di guidare persone e processi.

Il suo consiglio è inoltre di non valutare l’innovazione soltanto in base alla capacità di portare un nuovo prodotto sul mercato.

«L’innovazione dovrebbe essere valutata attraverso il valore e l’impatto che genera, non solo per l’impresa e per i consumatori, ma anche per l’ambiente e per le comunità coinvolte».

Per Javiera, sviluppare questa prospettiva è stato determinante sia per la propria crescita professionale sia per il modo di interpretare la leadership nel settore food.

Il percorso nell’Executive Master in Food Innovation and Regeneration le ha permesso così di integrare competenze già consolidate con nuove chiavi di lettura, passando da una visione prevalentemente focalizzata sul prodotto a una comprensione più ampia dell’innovazione agroalimentare.

Una prospettiva nella quale ricerca, impresa, sostenibilità e capacità manageriali diventano parti dello stesso processo: creare valore attraverso soluzioni capaci di funzionare sul mercato e, allo stesso tempo, contribuire all’evoluzione del sistema alimentare.



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