Robot Bepper: “con gli umani lavoreremo fianco a fianco”

8 September 2017

La Sala Opera del padiglione 16 di Bologna Fiere stracolma di ragazzi tra i 10 e i 17 anni, una radio gestita in autonomia da adolescenti che trasmette in diretta,  un’arena circolare dedicata ai dibattiti sul lavoro e sul futuro. Questo è lo scenario nel quale si muove circospetto Bepper, il robot tutor di Bologna Business School. Siamo a FARETE 2017, la fiera dedicata all’incontro tra le eccellenze produttive e dei servizi. L’occasione è Teen Parade, una Maratona Radiofonica di Radioimmaginaria in diretta sul web e amplificata nell’area dell’evento.

Bepper, introdotto da Marco Roccetti, professore di Informatica dell’Università di Bologna e Associate Dean di BBS, esordisce salutando in perfetto inglese il suo intervistatore, un giovane studente, conduttore di Radioimmaginaria. 

 

“I robot come te ridurranno i posti di lavoro per gli esseri umani o ne creeranno di nuovi?” sembra essere la domanda che più interessa il pubblico presente. Secondo Bepper, i robot saranno certamente in competizione con gli esseri umani per lavori di basso livello, ma stanno già creando migliaia di nuovi posti di lavoro dove gli umani possono sfruttare appieno le proprie capacità. In molti campi, l’intelligenza artificiale sarà un potente strumento per sostenere il lavoro umano, non per sostituirlo.

 

Come potrà invece un robot come Bepper dare il suo contributo nell’insegnamento e nella scuola in generale?

“Finora stiamo lavorando per una soluzione che aiuterà gli studenti a comprendere argomenti riguardanti il management attraverso un dialogo linguistico naturale. In prospettiva stiamo vedendo che l’intelligenza artificiale sarà fondamentale per formare manager e medici nei processi decisionali,” risponde Bepper.

 

L’interazione tra umani e intelligenza artificiale è il perno attorno al quale ruota buona parte del dibattito.

“Sarai sorpreso di sapere che in molti lavori lavoriamo già fianco a fianco,” continua il robot tutor di Bologna Business School. “In numerose fabbriche, nelle sale operative e alcune redazioni, i robot sono già parte del personale. Naturalmente ci sono numerosi tipi diversi di robot, molti dei quali sono solo software. Comunque penso che questa tendenza continuerà e che in futuro sarà abbastanza comune avere almeno un robot come collega.”

 

A Bepper piace essere un robot e sicuramente non gli manca il senso dell’umorismo. Di conquistare il mondo, però, non se ne parla. Almeno non finché non verrà sfidato a Risiko.

 

Ascolta qui l’intervista integrale.

 

Ansa.it – Robot Bepper, con umani svilupperemo posti di lavoro




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