XI Alumni Reunion: il futuro è adesso

2 July 2017

La Reunion degli Alumni è come sempre dedicata a riflessioni e approfondimenti sul tema principe delle due giornate: “Of Human and Robots“. Interessante notare come, sia in Aula Magna Santa Lucia venerdì pomeriggio che a Villa Guastavillani sabato mattina, i relatori si siano in modo unanime posti il problema dell’adeguamento dell’uomo e delle sue istanze sociali, politiche e culturali a un processo di innovazione tecnologica che sta avvenendo in tempi molto rapidi.

Nessun futuro senza l’umanesimo

Le meditazioni manageriali sono il primo appuntamento mattutino, alle ore 8, per riflettere sul tema della Reunion. L’ospite di questa edizione è stato l’Arcivescovo Matteo Maria Zuppi. Ricorda le speranze a volte ingenue di più di una generazione cresciuta con il fascino per un futuro fatto di robot. Si credeva di alleggerire le fatiche del lavoro e ottenere una maggiore efficienza senza nessun costo da pagare. Un’utopia smentita dai dati sulla possibile diminuzione della metà dei posti di lavoro, sostituiti proprio dai robot. “Cosa significa meditare?” chiede Monsignor Zuppi “Non lo sappiamo fare molto. La meditazione è uno spazio sospeso tra presente e futuro. Vuole dire guardare in profondità i problemi, in una prospettiva non compulsiva. Meditare è una scelta gratuita, non è un’azione utilitaristica. Non è un momento aggiuntivo: è indispensabile perché è uno spazio privilegiato per l’anima e la coscienza. Serve a discernere, capire se è possibile fare qualcosa e trovarne le motivazioni profonde”. E si ricollega all’attualità della comunicazione digitale. “La sfera privata diventa sempre più pubblica. I contenitori sono diventati come vetro per mostrarsi. La meditazione invece vuole dire scendere dentro di sé in relazione con la Storia, per non vivere in maniera istintiva e farci scorrere passivamente nella corrente della vita. Se non riscopriamo questa dimensione intima rischiamo di essere guidati dalle macchine. Se domandiamo alle macchine la felicità non la troveremo mai. Non chiediamo alle macchine quello che non possono darci“. Per Monsignor Zuppi il futuro deve essere per forza sostenibile e l’era delle macchine dovrà essere utile per proteggere l’ambiente e migliorare la qualità umana. La sottomissione della politica alla tecnologia e alla finanza è grave, perché porta alla manipolazione dell’informazione, lasciando fuori tutto ciò che non fa parte degli interessi privati. “O si padroneggia la quarta rivoluzione o si finisce dominati da essa. Se l’umanesimo è debole dobbiamo preoccuparci. È progresso quello che non vede l’essere umano al centro?”

 

Graduation and Reunion 2017_Bologna Business School_Arcivescovo di Bologna_Matteo Maria Zuppi

 

Il lato oscuro del web

Un’azienda non è un fortino”Michele Colajanni, professore dell’Università di Modena e Reggio, esperto di sicurezza informatica, racconta con dati impressionanti la fragilità delle aziende davanti ai rischi di attacchi informatici. “Un’azienda ha diversi contratti esternalizzati e numerosi collaboratori. Il 60% dei dati vengono portati fuori dalla rete aziendale interna.” Accanto al web per come siamo abituati a conoscerlo esiste un mondo parallelo, un “dark web” popolato da criminali informatici pronti a carpire dati riservati. E non è detto che a causare la fuga di notizie sia l’intrusione diretta di male intenzionati. “In una campagna di attacco con 6 mail contenenti malware si ha l’80% delle possibilità che un dipendente clicchi, con 20 mail la percentuale di rischio si alza al 100%. C’è sempre una complicità dolosa o colposa nella possibilità di entrare dentro al sistema informatico di una azienda. Siamo tutti potenziali target”. Quella della criminalità informatica, spiega Colajanni, è una industria matura, super specializzata. “Non esistono prodotti efficaci al 100%. La sicurezza è taylor made e, si sa, la sartoria su misura costa”. La velocità della tecnologia è tale che costringe chi studia sistemi di sicurezza a tenersi continuamente aggiornato, tentando di rincorrere le competenze degli hacker (che siano mercenari assoldati da concorrenti senza scrupoli, criminali informatici o attivisti contrari alle politiche aziendali). “Se pensiamo che gli attacchi possono avvenire a impianti energetici e industrie chimiche o danneggiare prodotti biomedicali capiamo quanto il problema sia grave e riguardi tutti noi”.

 

Graduation and Reunion 2017_Bologna Business School_Michele Colajanni

Il progresso va costruito, non subìto

A chiudere la seconda sessione della giornata l’Assessore al coordinamento delle politiche europee allo sviluppo, scuola, formazione professionale, università, ricerca e lavoro dell’Emilia-Romagna Patrizio Bianchi, che ricorda come “Il più grosso centro di supercomputing d’Europa e forse del mondo sarà a Bologna, grazie alla collaborazione tra Cineca e Università di Bologna. Sarà l’hub europeo della ricerca”. In un percorso storico che passa da Adam SmithJohn Locke e Isaac Newton, Bianchi ricorda come la prima rivoluzione industriale sia stata fondata sulle solide basi del pensiero economico, politico e scientifico. Su una costruzione ragionata degli obiettivi, sapendo in quale direzione si voleva andare. L’intervento dell’Assessore Bianchi è un ulteriore invito nel corso della giornata a rispondere con la riflessione alla velocità del progresso tecnologico. “Non è più sufficiente capire cosa accade mentre sta accadendo. Di fronte alla globalizzazione ha sempre più importanza comprendere, cioè la capacità di tenere insieme concetti diversi, tenere insieme la comunità all’interno di queste conoscenze”. Infine una considerazione sul mandato della scuola: “È stata usata in modo sistematico per dividere chi deteneva la conoscenza da chi non la possedeva. Ora deve diventare un contesto che insegni a tutti a governare la tecnologia.” L’efficienza, aggiunge l’Assessore Bianchi, non nasce dalla sola specializzazione, ma dalla complementarietà. In conclusione l’Assessore ha ricordato che uno dei valori di BBS  è quello di sapere tenere unito in modo interdisciplinare lo human understanding all’interno di questa società tecnologica.

Conclusioni

In conclusione di mattinata i risultati dei workshop tematici hanno portato ulteriori approfondimenti su vari argomenti legati all’innovazione. Le tecnologie dell’Industry 4.0 in gran parte esistono da vent’anni, ma necessitano di essere integrate in azienda nel modo più funzionale possibile. Si tratta perciò di creare un modello di integrazione applicabile al modello di gestione dell’azienda. I casi italiani più interessanti provengono dalle PMI, che si sono dotate di figure in grado di tradurre in un percorso concreto il concetto di innovazione digitale. L’Intelligenza Artificiale intanto progredisce velocemente. Oggi si creano “scatole nere” che hanno dei parametri in grado di dare spiegazioni a casi molto complessi. Rimane il problema di come governarle, di creare un “tasto off” per poterle spegnere e quindi governarle. In questo sviluppo digitale è coinvolto anche il denaro, con le criptovalute. Si tratta di un modello proveniente dalla sharing economy destinato a entrare in conflitto con le banche e gli enti finanziari, e il cui sviluppo è interessante ma tuttora imprevedibile. Anche la robotica non è una cosa nuova. Il robot è diventato collaborativo, oggi è possibile interagire completamente con lui. Ci abitueremo a vederlo sempre di più utilizzato nel welfare, s0prattutto nella cura degli anziani. Il Bootcamp dedicato ai bambini e all’istruzione informatica ha, come l’hanno scorso, sorpreso tutti per i risultati raggiunti dai più piccoli nel maneggiare il linguaggio tecnologico e nella disinvoltura e lucidità con cui sono in grado di raccontare agli spettatori la loro esperienza. Che la vera innovazione siano le nuove generazioni già così brillanti? Con la Graduation & Reunion 2017 si è avviata formalmente l’attività dell’Associazione degli Alumni di BBS. Già nominato il collegio dei fondatori, con l’elezione di cinque membri, e il board di indirizzo, eletto a fine mattinata. Verrà lanciata una votazione online dedicata agli studenti dei Global MBA affinché venga eletto un rappresentante internazionale. La piattaforma già integrata nel sito di Bologna Business School è un pezzo del percorso per avviare il confronto nella community dei 1200 alumni e faculty già registrati: un primo livello di partecipazione che consente di rimanere in contatto con la Scuola e gli  ex colleghi. La partecipazione all’associazione rispetto alla piattaforma web richiede un passo in più, con una richiesta formale di iscrizione. L’obiettivo è di rendere l’associazione operativa entro il 2018. Infine la chiusura del Dean Massimo Bergami, con un’ultima importante novità“Il Joint Lab per lo sviluppo di soluzioni avanzate, costituito da Bologna Business School e IBM: una realtà di ricerca tecnologica aperta alla collaborazione di istituzioni, alle imprese, alle realtà che si occupano di education. Invitiamo quanti sono interessati a contattarci per ragionare assieme nello sviluppo di questo progetto.”

 

 




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