“Le cose ci governano: mantelli, bottoni e altre storie”

19 December 2016

Franco Zambonelli, Professore ordinario di ingegneria informatica e Paolo Nori, scrittore, sono stati i protagonisti dell’ultimo appuntamento degli Innovation Talks dal tema Industry 4.0.

Guarda qui la Photogallery degli Innovation Talks.

Il senso delle cose, la forma delle cose, la funzione delle cose. Il governo delle cose e il rischio di essere governati dalle cose. Il tema dell’Industry 4.0 nel suo appuntamento conclusivo si interroga sul rapporto fra essere umano e oggetti e il controllo fisico o/e emotivo che esercitano su di noi.

Negli incontri precedenti le argomentazioni hanno tentato di conciliare i timori innati nell’uomo con l’ineluttabilità di un cambiamento tecnologico, dove l’uomo, creatore e fruitore al tempo stesso, non potrà che affidarsi sulla sua capacità di adattamento per vivere in equilibrio con questo nuovo contesto. I relatori di questo ultimo Innovation Talk sono sostanzialmente dello stesso parere. Semplicemente hanno ribaltato il punto di vista dal rapporto fra uomo e macchina. 

Da una parte lo scrittore Paolo Nori, ha parlato dell’oggetto Bottone. Sull’onda dei propri ricordi, il bottone può rappresentare la persona, la sua storia, quando l’identità della persona, il suo corpo, è scomparso. Dimostra come gli oggetti, di là dalla loro funzione, possano suscitare emozioni e rappresentare, proprio perché manufatti, l’aspetto umano degli elementi inorganici. Dietro un bottone conservato è esistita una camicia, e questa è stata indossata da una persona che non c’è più. Gli oggetti insomma non sono solo oggetti, ma testimonianze dell’essere umano. Del suo ingegno e della sua esistenza.

Sulla stessa linea è l’intervento di Franco Zambonelli, professore ordinario di ingegneria informatica, che nel suo speech racconta di cose, oggetti che collettivamente riescono a mostrare un comportamento intelligente. Come le formiche sono capaci di interagire fra loro per sostituire la parte mancante di un percorso, creare un ponte fra un tratto di percorso cancellato unendo i loro corpi, così le unità robotiche di oggi sono in grado di creare reti connettive in grado di costruire altri oggetti più complessi.

E’ questo il caso delle così dette stampanti 4D, che aggiungono alle tre dimensioni la quarta, il tempo. Tante piccole unità possono prendere la forma di un aeroplano seguendo impulsi identici ai ferormoni emessi dai corpi delle formiche e di altri esseri viventi. Messaggi chimici in grado di stimolare la costruzione, o la ricostruzione, di parti mancanti attraverso uno scambio di informazioni. Unica differenza con la natura è che dove governa la necessità primaria, ad esempio soddisfare la fame, nella robotica a governare è la finalità funzionale. Muoversi da un punto a un altro assumendo dalla postura di un quadrupede a quella strisciante di un rettile per superare superfici sdrucciolevoli.

I robot sono in grado di imparare da soli, di raggiungere l’obiettivo prefissato attraverso l’organizzazione. E il pensiero del professor Zambonelli va al tema dei Talk, l’Industry 4.0, ponendo una serie di quesiti. Se i robot saranno in grado di organizzare l’intera supply chain, dagli ordini, al magazzino, alle procedure di produzione, alla spedizione, vuole dire che sarà necessario formare una classe dirigente, questa umana, capace di sapere comandare questa nuova forza lavoro. Si parla di Algocrazia, il governo degli algoritmi. Conoscerne il significato, saperne parlare il linguaggio, diventerà una competenza necessaria per interagire in modo efficiente con le macchine autonome.

Un futuro dove l’intelligenza artificiale, contrapposta dalla stupidità umana impara dagli organismi monocellulari per comportarsi collettivamente in modo funzionale  a uno scopo e in risposta alle difficoltà in un contesto. E sull’intelligenza collettiva si giocherà non solo il futuro della tecnologia, ma anche il ruolo di chi dovrà governare questo mondo complesso, manager e studenti di BBS per primi. “Siamo una repubblica fondata sul lavoro. Non dobbiamo diventare una repubblica fondata sulle cose.” ha concluso Zambonelli “Ma possiamo aspirare ad essere una repubblica fondata sulle persone.”

Marco Roccetti, Professore ordinario Dipartimento di Informatica, Scienza e Ingegneria, e Max Bergami, Dean BBS, hanno partecipato come discussant dell’evento.

 


L’incontro è stato organizzato in collaborazione con Philip Morris Italia.

 

 




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