Digital Technology Management e le professioni del futuro

18 October 2017

La macchina a vapore e il carbone. Il motore a scoppio, l’elettricità e il petrolio. L’energia atomica, l’astronautica e l’informatica. Le rivoluzioni industriali dei secoli scorsi che hanno segnato profondamente la trasformazione delle nostre città, dei processi produttivi, dell’organizzazione sociale e fondamentalmente l’assetto dell’intero pianeta, cedono il passo ad una nuova era.

Se la complessità dei cambiamenti del passato è stata spesso compresa e teorizzata appena a posteriori, il cambiamento epocale a cui stiamo assistendo, chiamato a ragione Quarta Rivoluzione Industriale, porta con sé un’inevitabile e complessa rottura con il passato, che però ci concede il privilegio di essere riconosciuta e affrontata in anticipo.

La tecnologia digitale sta già da ora influenzando profondamente la natura dei prodotti che le aziende propongono, trasformando l’interazione fra aziende e mercato e ridisegnando completamente il loro funzionamento interno. Coloro che abbracciano la tecnologia digitale hanno l’opportunità di lasciare un segno importante, innovare e guidare la strategia aziendale. C’è una lunga lista di vittime tra le aziende che non hanno saputo intravvedere l’arrivo di questa trasformazione: la società fotografica Kodak e il negozio di noleggio di DVD Blockbusters, per citarne solo due. Anche la stessa Microsoft è entrata tardi nel cloud computing, paralizzata da un ostracismo interno all’azienda.

L’ industria 4.0, un termine coniato dai tedeschi Henning Kagermann, Wolf-Dieter Lukas e Wolfgang Wahlster e impiegato per la prima volta alla Fiera di Hannover del 2011, indica il processo che porterà a una produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa. Per molte aziende, la vera chiave di volta sarà l’introduzione di un totale cambiamento culturale, necessario per una digitalizzazione completa ed intelligente. I veri portatori di tale cambiamento saranno però i professionisti ed i talenti capaci di capire e gestire la tecnologia digitale, trasformandola in opportunità di business. Talenti, questi, per i quali le aziende dovranno competere, non solo da un punto di vista economico.

Il mutamento che le aziende stanno affrontando tocca anche pilastri dell’operatività quali il project management, che oggigiorno presuppone di default un contatto con il mondo digitale, spesso ostacolato dai background e dalle competenze degli stessi project manager. Le principali skill che un digital project manager deve possedere vanno ben oltre al tracciamento dei costi e delle fasi del progetto. Le competenze tecniche relative all’ HTML/CSS e al FTP, il content management e l’editing, la dimestichezza con i CMS e i social media. Ma anche l’approfondita conoscenza degli strumenti di analisi. Saper utilizzare Google Analytics non è la stessa cosa che capire i dati e tradurre la reportistica in input utili ai processi progettuali e produttivi dell’azienda.

Oltre alle funzioni tradizionali dell’azienda che si modificano nel passaggio all’industria 4.0, molteplici sono le novità che il digitale inserisce ex novo nei processi produttivi, e più ampiamente nella società. Lo sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale non è più materia di discussione sul futuribile, ma una realtà in rapida evoluzione. Non ci stiamo più chiedendo se o quando l’intelligenza artificiale renderà obsoleta una larga parte delle mansioni ora svolte dagli umani, ma semmai come gestire questa realtà ineluttabile e le nuove professioni che essa porterà alla ribalta. Sarà quindi fondamentale il ruolo di professionisti umani specializzati nel controllo di queste e altre tecnologie che a breve entreranno con forza a far parte del nostro quotidiano.

L’altro aspetto fondamentale su cui poggiano le basi di ogni azienda 4.0 è la sicurezza, che va pensata come un approccio globale e preventivo, ma soprattutto inscindibile dalla trasformazione digitale. Le aziende che non investono nella digitalizzazione sono destinate a scomparire nel medio termine, così come le aziende che abbracciano la trasformazione digitale ma senza dare la giusta importanza alla sicurezza. Un tema, quello della Cyber Security, non ancora compreso appieno dalle aziende. Secondo un’indagine della Banca d’Italia, solo l’1,5% delle aziende ha sviluppato misure di sicurezza adeguate, mentre è addirittura il 30,3% delle aziende ad aver riportato un danno riconducibile all’operato degli hacker.

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento,” disse Charles Darwin. Prevedere, abbracciare e sfruttare l’evoluzione portata dall’innovazione tecnologica è la chiave per sopravvivere ed avere successo in un mondo dove si prevede che almeno il 40% delle aziende attuali sparirà nei prossimi 10 anni.

 


 

 

La trasformazione digitale richiede una strategia di formazione continua. Le aziende devono prevedere e attuare una necessaria e progressiva alfabetizzazione digitale dei collaboratori già presenti in azienda e allo stesso tempo puntare sui talenti che si stanno formando nel management delle nuove tecnologie.

Bologna Business School offre un percorso formativo dedicato ai professionisti del futuro: il Master in Digital Technology Management è un programma full-time in lingua inglese con tre indirizzi specifici: Artificial Intelligence, Digital Project Management e Cyber Security. Un’opportunità per affiancare a un background puramente tecnico una preparazione manageriale e per portare l’innovazione al centro delle decisioni aziendali.




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