[students' journal] Maggio

29 May 2015

Una rubrica che racconta BBS attraverso le parole dei nostri studenti. Una condivisione di esperienze, consigli utili e momenti di crescita sia personali che professionali. Scritto da e per gli studenti.

Leggi qui tutti gli altri racconti del 2015.


Questo è stato il mio MBA!

Con solo altre 2 settimane per finire il mio capitolo con Bologna Business School, non posso non raccontarvi i miei incredibili 9 mesi di vita in Italia. Ho iniziato il mio percorso a Bologna a settembre 2014 per fare il MBA in Corporate Finance. La prima settimana di scuola è stata denominate “Ice-breaking Week”, dove ho interagito con gli altri studenti che provenivano da tutto il mondo, eravamo più di 20 paesi in classe. Queste prime attività hanno subito messo in evidenza che un movimentato, colorato, futuro intellettuale ci aspettava davanti a noi, dentro le splendide mura di Bologna Business School.

In effetti, il futuro appartiene a coloro che sono pronti a CONTINUARE A IMPARARE! Il programma è stato stimolante, impegnativo e importante per il futuro della mia amata Africa. Non solo stiamo portando competenze nei nostri paesi, ma siamo armati con strategie, idee di business e voglia di collaborazione che porterà al tanto desiderato cambiamento nelle nostre economie! Grazie a tutto quello che abbiamo imparato dagli stimati professori che BBS ha e dalle interazioni con gli altri studenti.

Lo so, volete sapere della mia esperienza italiana a 360° :) Sì, l’Italia è un paese bellissimo, ricco di storia e di una cultura profonda. Ho avuto l’opportunità di visitare Venezia, Milano, Roma, Verona, Firenze, e tante altre città e posso dire che, nonstante l’intenso calendario didattico, troverete il tempo per rilassarvi nella bella Italia e ascoltare la loro romantica lingua. Sul cibo e il vino non ne voglio neanche parlare! ☺☺☺  Sono arrivata qui con unta taglia 42 e torno a casa con 2 taglie in più! ☹ Vorrei ringraziare le pizze da leccarsi i baffi, la deliziosa pasta e… il gelato!

Students' Journal: The MBA that was! by Oabona Pena Dadani, MBA Corporate Finance

Le parole non saranno mai abbastanza, è stata un’esperienza di vita memorabile che mi ha cambiata profondamente!

Meglio che vada! Ho ancora altri 3 esami da fare prima di finire ☺☺

 

Oabona Pena Dadani_MBA Corporate Finance_2014-2015

Oabona Pena Dadani – Botswana
MBA Corporate Finance – Classe 2014/2015

 


Deviazione: riflessioni introspettive

Sono arrivata in Italia il 2 settembre 2014, con un paio di cose in mente. La principale era ottenere un MBA internazionale frequentando un gruppo di persone completamente diverse… Non sapevo che oltre alla mia vita e alle mie prospettive si sarebbe presentato un intero nuovo mondo fatto possibilità infinite, pronto a diventare realtà prima della fine del mio MBA.

Prima di realizzare tutto questo, ho dovuto prendere un’importante decisione: passare dall’indirizzo in Design, Fashion and Luxury Goods a quello in Corporate Finance. Spesso i miei compagni di classe mi hanno chiesto il perché di questo cambiamento ma, fiduciosa del mio istinto, posso tranquillamente dire che vedo già i vantaggi ottenuti  con questa ‘scelta’.

Quello che sto cercando di dire, è che la mia capacità di vedere nuove opportunità mi ha permesso di entrare in un territorio sconosciuto. Ho ottenuto questo osservando con obiettività la diversità culturale, gestendo i conflitti, ascoltando e facendo un po’ di introspezione. Queste analisi mi hanno permesso di integrare finalmente tutte le mie capacità, di ridisegnare il ‘marchio’ Jurina mettendolo in linea con le mie passioni e i miei valori.

Così ora, quasi alla fine del programma, desidero esprimere la mia gratitudine alla classe del Global MBA per aver condiviso con me i loro mondi e le loro personalità. È stato un percorso illuminante che mi ha aiutato a definire la strategia di uscita verso il prossimo capitolo della mia vita, che è già al suo inizio.

Cosa porto con me dal Global MBA:

  • la mia passione per l’Africa riaccesa;
  • la consapevolezza che la crescita e la trasformazione dell’Africa fa parte della storia della mia vita.
  • l’indirizzo in Corporate Finance ci ha reso consapevoli delle opportunità di investimento esistenti in Africa e che bisogna sfruttare. Abbiamo concettualizzato un paio di idee di business che già ora si stanno trasformando in realtà.

Per questo sarò sempre grata al Global MBA.

 

Cordialmente,

“Regina di ottimismo e positività”

Jurina Nkwai - South Africa, MBA Corporate Finance – Class 2014/2015 - BBS | Bologna Business School
Jurina Nkwai – Sud Africa
MBA Corporate Finance – Classe 2014/2015

 


 

BaselWorld

Frequentando la Bologna Business School abbiamo avuto possibilità di imparare da alcuni professionisti di tutto rispetto. Uno dei professori preferiti dai miei colleghi e da me, iscritti al corso in Design, Fashion, and Luxury Goods, è stato il Professor Alberto Festa. Attualmente è il Presidente di Bulgari Nord America ed il corso in cui è stato docente è Gemology & Watches. È stato molto di più di un corso. Abbiamo potuto guardare in prima persona il mondo del lusso nella sua interezza, dale strategie di guadagno e perdita per l’apertura di nuovi negozi in determinate aree e osservando da vicino all’industria orefice e orologiaia. Il professor Festa ci ha annunciato all’inizio di febbraio che avremmo visitato BaselWorld, la più grande fiera mondiale per gli orologi di lusso che si svolge a Basilea, in Svizzera. Ci ha detto che saremmo stati più che benvenuti in caso avessimo voluto andarlo a trovare in fiera durante le vacanze primaverili, e che ci avrebbe portato in giro per la fiera a dare un’occhiata da vicino al settore. Quasi tutti gli studenti del nostro corso hanno pensato che sarebbe stata una splendida opportunità, cominciando a pianificare la nostra visita a Basilea a metà marzo, durante l’evento. Siamo arrivati il 19 marzo, primo giorno della manifestazione, e il Professor Festa era pronto a incontrarci alla porta d’ingresso dell’area espositiva. Ci ha portato nella zona più prestigiosa della fiera, dove esponeva Bulgari. Camminando per la fiera, era nella zona immediatamente alla sinistra di Tag Heuer e Hublot. Siamo stati accompagnati da Bulgari dal professor Festa, un’esperienza già di per sé incredibile perché l’accesso non era permesso a tutti e c’era una lunga fila di persone che attendevano di poter entrare. Ci ha mostrato la nuova collezione di Bulgari per la prossima stagione, spiegandoci le funzionalità degli orologi e il target di mercato per cui erano stati creati. Dopo essere rimasti un po’, abbiamo cominciato in sua compagnia il giro per BaselWorld, visitando i competitor e scoprendo le strategie soggiacenti ai loro prodotti. Abbiamo visitato Pattek Phillipe, Hublot, Rolex e Tag Heuer, solo per nominarne alcuni. Quella sera Bulgari realizzava un evento per rivelare un nuovo concept di orologio e il professor Festa ci ha invitati ad andare. È stata un’esperienza incredibile che i miei colleghi e io non potremo dimenticare. Abbiamo toccato con mano le strategie di PR e Marketing di molti luxury brand, assieme allo sforzo di lavoro che un evento di tale portata richiede per essere realizzato. È stato un evento e un’esperienza che ricorderò per il resto della mia vita.

 

Lucian Ieremia, Student Global MBA Bologna business School - Design, Fashion and Luxury Goods - class 2014/2015
Lucian Ieremia - USA
MBA Design, Fashion and Luxury Goods - classe 2014/2015


 

Mr. Chito in Italia!

Portare o non portare il tuo animale domestico. Questo è il problema…

Quando mi è stato chiesto per la prima volta di scrivere di quando ho portato Mr. Chito a Bologna, il mio pensiero è stato “Assolutamente no!”. La mia remora nel raccontare questa storia riguarda il fatto che non è stato il momento più facile per nessuno dei due e che, sinceramente, è stato uno dei momenti più duri delle nostre vite. Dopo qualche conversazione, però, mi sono resa conto che potevo essere d’aiuto ai prossimi studenti per decidere se si tratta di qualcosa che fa per loro o meno.

Quindi cominciamo dallo scorso agosto. Vivevamo fuori Filadelfia quando ho deciso di studiare a BBS. I miei amici e la mia famiglia mi hanno chiesto in coro cosa avrei fatto con Chito. Per me la risposta era semplice. Sarebbe venuto on me – senza ombra di dubbio. L’ho adottato dieci anni fa, quando ne aveva tre, attraverso un’agenzia che lo aveva salvato da un canile per l’abbattimento (sì, esistono ancora negli US ☹). Ha vissuto molto bene il trasferimento dalla sua amata casa di NYC a Los Angeles, dove è diventato amico coi cani del vicinato, per poi tornare alla East Coast. Quindi perché non portarlo qui?

La procedura per portarlo dagli US all’UE non è stata semplice. Fortunatamente lui era pronto e gli era stato applicato il microchip qualche anno prima. Rimanevano ancora diverse analisi del sangue, appuntamenti specialistici col veterinario e un bel set fotografico per ricevere i documenti necessari (aka: il passaporto felino). È stato tutto abbastanza confuso e nessun passo poteva essere mal calcolato, in caso contrario non sarebbe stato accettato alla frontiera dell’UE. Ho diligentemente portato a termine i miei doveri per fare in modo che tutto andasse liscio come l’olio. Ho contattato il produttore del suo cibo per assicurarmi che fosse disponibile in Italia. Perfetto, ho pensato, tutto quello di cui ha bisogno è già lì! Siamo saliti sul nostro volo intercontinentale notturno, salutando NY con almeno una settimana di cibo e Chito nel ruolo di mio bagaglio a mano.

Siamo arrivati in un albergo pronto a ospitare gli animali, nel centro della città, e Chito sembrava contento di stare nella camera. Il mattino seguente avrei incontrato un altro studente e cominciato la caccia a un appartamento. Ho dovuto lasciare Chito nella calda camera d’albergo con il ventilatore acceso a piena potenza. Il giorno seguente è stato lo stesso, altri appartamenti, ricerche, il girovagare per la città sembrava senza fine. Di ritorno all’albergo, dopo tre giorni di ricerca, ho notato che Chito non stava bevendo acqua e che la stanza era davvero troppo calda. Per puro caso ho scoperto che l’albergo aveva camere con l’aria condizionata. Non ci potevo credere! Come immaginerete, ho finito per spostarmi con tutti i miei bagagli e Chito nella camera con l’aria condizionata. Il giorno seguente, quando sono tornata all’albergo, ho trovato Chito tremante, in una stanza gelida. Sapevo che non era un bene. Non lo avevo mai visto tremare, ed era bollente. Per tutto il giorno non aveva toccato cibo e acqua. Ho fatto del mio meglio per scaldarlo più velocemente possibile e per farlo bere.

È sempre stato un’ottima forchetta. Al negozio, comprando il suo cibo preferito a base di tonno, mi sono scese le lacrime, e due commesse molto gentili –dopo aver sentito la mia storia- mi hanno aiutato a trovare dei veterinari a Bologna. Hanno trovato un ospedale veterinario aperto 24 ore su 24, con un medico che parla inglese. Sono ancora grata alle donne che ho incontrato quella sera.
La veterinaria ha visitato Chito e controllato il suo libretto veterinario statunitense, stabilendo che c’era bisogno di reidratarlo e applicargli un clistere. Mi ha fatto accomodare fuori mentre procedeva coi due trattamenti. Mi sono seduta nella sala d’attesa, ascoltando i miagolii di Chito fino a quando la dottoressa non è tornata da me. Non voleva che lo portassi a casa con me ma ero troppo spaventata a lasciarlo lì. La veterinaria mi ha concesso di portarlo a casa purchè gli somministrassi due flebo di liquidi. Ho accettato, mi ha insegnato come farlo e al mattino ho cominciato con la prima. Durante il giorno, Chito aveva mangiato un po’, e il medico mi ha permesso di tenerlo un’altra notte. La sera seguente non è stata così fortunata. Di nuovo inappetente, Chito è stato ricoverato. È stato così triste lasciarlo dentro una gabbia con la sua coperta e un giocattolo. All’una di notte mi hanno detto che non c’era niente che potessi fare, di andare a casa a dormire e tornare l’indomani sera. Me ne sono andata, e il giorno dopo è stato tutto daccapo.

Alla fine ho trovato un appartamento carino e ho pensato che alle altre ragazze sarebbe piaciuto. Dopo aver parlato con l’agente immobiliare per prendere in affitto l’appartamento, sono andata a vedere Chito dal veterinario. È passato attraverso diverse fasi di miglioramento, fino a un brutto test sanguineo. Il giorno dopo non riusciva a respirare, lo hanno messo in una bolla di ossigeno e gli hanno trasfuso il sangue di un cucciolo di tigre. Sì, una tigre! A peggiorare la situazione, il giorno dopo la veterinaria mi ha informata che erano state trovate piccole lesioni interne e che bisognava portarlo a un oncologo veterinario. La veterinaria ci ha accompagnato dallo specialista, a un’ora di macchina. Dopo un’ora di colloquio con lo specialista, un body scan, un cat scan e altre cinque ore circa, non è stato trovato niente. Poi siamo tornati dalla veterinaria, ancora preoccupata per le emorragie interne, che ipotizzava un problema cardiaco. Il giorno dopo abbiamo incontrato cardiologo. Di nuovo tutto a posto. Ma la preoccupazione era rimasta alla veterinaria.

Il giorno seguente si è incontrata con un suo professore universitario. Risultato, il valore del sangue era a posto. Aveva un valore leggermente diverso da quello abituale. Per tutto questo tempo era stato nutrito attraverso un tubo di alimentazione, ma finalmente potevo portarlo a casa quella notte. Entrati nella nostra nuova casa, Chito e io abbiamo trascorso la prima notte in appartamento assieme, da soli. Era felice di essere fuori dall’ospedale, anche se amava le coccole dei veterinari, che lo avrebbero lasciato fuori dalla gabbia e andare in giro da solo.

So che questa esperienza ha influito nel mio rapporto con gli altri della scuola, almeno all’inizio, perché ero sempre sull’orlo delle lacrime, ogni giorno, durante le prime tre settimane di permanenza a Bologna. Chito ha perso tre libbre di peso e ogni giorno mi chiedevo quanto sarei riuscita a farlo mangiare. Ma in definitiva sono grata alle mie compagne di appartamento per la loro comprensione, a Iko che lo nutre amorevolmente quando sono fuori città, a Tsira che ama parlare e giocare con lui, Magda che lo ferma quando si arrampica sulla sua finestra alle 2 di notte e lo lascia rilassarsi nella sua stanza, a Melissa che studia insieme a lui.

La mascotte di classe, come viene soprannominato, è più che felice di ricevere ospiti che giochino con lui. ☺

 

Genevieve Davis, MBA Design, Fashion and Luxury Goods
Genevieve Davis – USA
MBA Design, Fashion and Luxury Goods - classe 2014/2015


 

Antica Corte Pallavicina

Essere uno studente Food and Wine a BBS ha sicuramente dei vantaggi che, ovviamente, include passare una bella giornata di primavera presso l’Antica Corte Pallavicina, un maestoso castello costruito nel 14 ° secolo nella provincia di Parma vicino alle sponde del grande fiume Po. Il castello fu acquistato dalla famiglia Spigaroli nel 1990 ed è ora gestito dai due fratelli, Massimo e Luciano. Appena oltrepassati i cancelli d’entrata, siamo stati accolti da mucche, oche, pavoni e, naturalmente, i famosi maiali neri. Dopo aver superato una piccola chiesa e un bellissimo orto abbiamo finalmente raggiunto il cortile del castello. Ma oggi non era una giornata ordinary, il cortile era pieno di gente che si stava preparando. Preparandosi per cosa, chiederete? Per la 4° edizione della manifestazione annuale di ‘Centomani di questa terra’, naturalmente.

 

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Centomani di questa terra, è un evento organizzato dai cuochi e produttori della regione Emilia-Romagna. Evento probabilmente non è la parola giusta e può essere meglio descritta come una festa che celebra la terra, la cultura, i cuochi e i produttori di questa regione. Quest’anno 50 cuochi e 50 produttori si sono riuniti per mostrare i migliori cibo e vino che l’Emilia Romagna ha da offrire. Dal parmigiano reggiano, all’aceto balsamico tradizionale di Modena, alla mortadella di Bologna e il famoso Culatello di Zibello e altre salumi DOP tradizionali di Spigaroli, i produttori hanno soddisfatto ogni aspettativa e i piatti proposti facevano altroché venire l’acquolina in bocca. Non solo abbiamo potuto degustare questi prodotti, ma abbiamo avuto il privilegio di assaporare i vari piatti preparati dai migliori 50 chef della regione.

Mangiare e bere non era, però, l’unico obiettivo della manifestazione, è stata anche l’occasione per i cuochi, produttori ed esperti alimentari per discutere sul futuro del cibo. Quindi, in aggiunta ci sono stati anche 50 relatori che hanno parlato di circa 9 diversi forum, ogni forum era collegato al tema principale dell’EXPO – Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. In questo modo le persone venivano istruite sul cibo, la nutrizione e la sostenibilità, e allo stesso tempo avevano l’opportunità di conoscere i migliori prodotti nel settore della gastronomia e dell’enologia dell’Emilia-Romagna. Tutto questo seduti sotto il sole tiepido che dava sul cortile gustando un buon bicchiere di vino, non male per un lunedi se mi chiedete.

E come se non fosse stato abbastanza, i fratelli Spigaroli non solo sono stati così gentili da ospitare questo evento nella loro fattoria, ma hanno ulteriormente esteso la loro generosità e invitandoci a tornare il giorno successivo per conoscere le antiche tradizioni e pratiche della fattoria, e per visitare la famosa cantina dei culatelli.

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Il martedì mattina è iniziato con una visita guidata in bicicletta attraverso le pianure di Parma dove abbiamo avuto modo di vedere l’intero terreno agricolo di Spigaroli dal orto, al vigneto dove si producono vini premiati fino al posto dove sono tenuti e allevati i maiali neri. Dopo essere tornati dalla vistia, ci hanno portato alla famosa cantina dei culatelli. Qui, in mezzo a centinaia di culatelli appesi, ci hanno spiegato le fasi di produzione, come vengono utilizzati solo 4 ingredienti, come oltre 6000 culatelli sono fatti ogni anno dalle mani di solo 4 persone, come ogni culatello è controllato con attenzione e girato ogni mese per assicurarsi che ottienga la giusta quota di aria fresca che entra dalla finestra di fronte al fiume, e come Massimo Spigaroli è una delle poche persone al modo che fa il culatello di maiale nero. Solo 600 culatelli di maiale nero sono prodotti all’anno esono fatti solo su prenotazione: in cantina abbiamo visto le prenotazioni di personaggi di alto profilo come Anthony Bourdain, il principe Alberto di Monaco e, naturalmente, Il professor Bergami di BBS.

Abbiamo, in fine, avuto il privilegio di incontrare Massimo Spigaroli che ha condiviso la sua visione: il loro obiettivo è quello di utilizzare ciò che la terra può fornirci. Nella sua cucina, quasi la totalità degli ingredienti utilizzati per preparare i piatti proviene dalla loro fattoria. Inoltre, loro non praticano metodi di agricoltura industriale e gli animali sono lasciati liberi in azienda. Ci ha raccontato come tutto ciò che fanno, da come allevano i loro animali alla recinzione in legno che circonda il giardino e il colore scelto per le biciclette, è fatto in modo specifico e per una ragione specifica al fine di mantenere la vive le loro tradizioni. Una storia davvero stimolante che vale la pena raccontare.

 

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La nostra giornata si è conclusa con una degustazione di salumi, culatello, formaggi e un bicchiere di vino – d’altronde, facciamo il MBA Food and Wine.

 

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MBA FW_Magda Strydom_2014-2015
Magda Strydom – Sudafrica
MBA Food&Wine - classe 2014/2015




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