Protocollo di legalità

PROTOCOLLO DI LEGALITA’

tra

Alma Mater Studiorum – Università di Bologna

e

Fondazione Bologna Business School

In data 24-12-2015  presso Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, tra Alma Mater Studiorum – Università di Bologna (di seguito “Università”) con sede legale in Bologna Via Zamboni, 33, in persona del legale rappresentante pro tempore Magnifico Rettore, Prof. Francesco Ubertini;

e

la Fondazione Bologna Business School – BBS (di seguito “Fondazione”) con sede legale in Bologna, Villa Guastavillani, Via degli Scalini 18, in persona del legale rappresentante pro tempore delegato all’uopo, Prof. Massimo Bergami;

vista

-    la l. n. 190/2012 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”.

visto

-    il d.l. n. 90/2014 convertito in l. n. 114/2014, e l’art. 19 comma 9 che attribuisce all’A.N.AC. le funzioni in materia di prevenzione della corruzione;

-    l’art. 24-bis del d.l. n. 90/2014, convertito con modificazioni dalla L. n. 114/2014, che modifica l’art. 11 del d.lgs. n. 33/2013 estendendo l’ambito soggettivo di applicazione della normativa in materia di trasparenza;

vista

-    la necessità, dopo l’entrata in vigore del d.l. n. 90/2014, di fornire indicazioni in ordine all’applicazione della normativa in materia di trasparenza e di prevenzione della corruzione anche per quanto concerne gli enti di diritto privato partecipati, ancorché i medesimi non siano destinatari diretti delle disposizioni contenute nell’art. 11 comma 3 del d.lgs. n. 33/2013;

-    la determinazione dell’A.N.AC. n. 8 del 17 giugno 2015 recante “Linee guida per l’attuazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza da parte delle società e degli enti di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni e degli enti pubblici economici”.

premesso che

-    la Fondazione è stata costituita nell’anno 2014 mediante trasformazione del Consorzio Alma Graduate School, che annoverava fra i propri soci, oltre che l’Università, la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna (CARISBO), il Consorzio Profingest e la Fondazione “G. Marconi” e che, dal 2000, si occupava della gestione dei master dell’Università in ambito manageriale;

-    la finalità della Fondazione è di “provvedere, tramite l’istituzione di corsi di formazione superiore e di formazione continua e permanente, alla progettazione, alla predisposizione ed alla concreta attuazione, diretta o tramite terzi, di tutte le iniziative funzionali al perseguimento della propria missione, con particolare riferimento allo sviluppo di competenze manageriali” (Art. 2 Statuto);

-    la Fondazione si configura quale fondazione di partecipazione, non persegue finalità di lucro e non può distribuire utili ai soci;

-    la Fondazione ha per oggetto lo sviluppo di una business school internazionale al fine di contribuire allo sviluppo delle persone, delle organizzazioni e della società e rappresenta la struttura di riferimento dell’Università e degli altri soci per realizzare iniziative di formazione manageriale ed executive a livello post laurea e post experience;

-    a seguito di quanto deliberato dal Consiglio di Amministrazione dell’Università (26 febbraio 2013 e 30 aprile 2013) e dall’Assemblea del Consorzio Alma Graduate School (28 febbraio 2014) e dell’iscrizione nel registro delle persone giuridiche (nota del 10 luglio 2014 della Prefettura di Bologna-UTG), la Fondazione assumeva un modello gestionale basato sull’esercizio del controllo analogo da parte dell’Università;

-    a seguito di quanto esaminato dal Consiglio d’Amministrazione dell’Università in ordine alle risultanze del piano strategico della Fondazione e delle delibere assunte dal Collegio di indirizzo e dal Consiglio di Amministrazione della fondazione medesima, è stata rilevata l’inidoneità del modello gestionale basato sull’esercizio del controllo analogo al perseguimento degli obiettivi stabiliti nel piano strategico;

-    il Consiglio di Amministrazione dell’Università, con la deliberazione del 28 luglio 2015, ha approvato nell’esercizio del proprio potere di indirizzo e controllo analogo, il nuovo Piano strategico e il Business Plan della Fondazione per il periodo 2015-2020;

-    il Consiglio di Amministrazione dell’Università con la medesima deliberazione, ha approvato una proposta di modifica dello Statuto della Fondazione al fine di cessare l’esercizio del controllo analogo sulla stessa e favorendo l’ingresso di nuovi Soci Fondatori, fermo restando per l’Università il ruolo di socio fondatore;

-    in data 18 agosto 2015 la Prefettura di Bologna – UTG ha registrato le modifiche statutarie così come deliberate dal Consiglio di Amministrazione dell’Università;

valutato che

-    a seguito delle modifiche statutarie, la Fondazione non è più soggetto al controllo da parte dell’Università, che ha comunque mantenuto lo status di Socio Fondatore di riferimento;

-    il nuovo modello gestionale conferirà alla Fondazione un assetto organizzativo più flessibile ed orientato al mercato, per cogliere le opportunità del mercato executive previste dal citato Piano Strategico per il prossimo triennio;

-    per i Master universitari attualmente in essere o già banditi o che stanno per venire in essere, si è reso necessario un regime transitorio che assicuri la continuità gestionale e di supporto fino ad ora offerti dalla Fondazione, anche a tutela dell’affidamento degli studenti e del Dipartimento di Scienze Aziendali, nelle more della riprogettazione da parte del Dipartimento della propria offerta formativa di master universitari in area manageriale;

-    l’Università ha manifestato la necessità che la Fondazione continui ad assicurare, per gli anni accademici 2015/16 e 2016/17, la gestione dei servizi integrativi di supporto ai propri master universitari, per assicurare continuità alla propria attività di alta formazione con le stesse modalità del regime previgente, al fine di garantire la continuità del servizio sul mercato in termini di attrazione di nuovi iscritti;

-    l’Università ha disciplinato il regime transitorio mediante un atto convenzionale sottoscritto in data 30 ottobre 2015 atto a disciplinare i reciproci impegni per la qualificazione dell’offerta didattica complessiva ed il supporto organizzativo di Master  universitari per il prossimo biennio accademico;

rilevato che

-    una parte dell’oggetto dell’attività della Fondazione, ovvero la realizzazione di master universitari, disciplinata da apposito atto convenzionale sottoscritto in data 30 ottobre 2015, costituisce attività di pubblico interesse e limitatamente al periodo transitorio di cui al citato atto convenzionale, la stessa Fondazione continua ad essere soggetto erogatore di tali Master  supportando l’attività istituzionale dell’Università;

-    la Fondazione si configura quale ente di diritto privato a partecipazione pubblica non di controllo e pertanto risulta rilevante ai fini dell’applicazione della normativa in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza, limitatamente a quanto previsto per gli altri enti di diritto privato a partecipazione pubblica non di controllo;

-    la Fondazione non è tenuta a nominare un Responsabile della prevenzione della corruzione, né ad adottare il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità;

ritenuto che

-    alla luce del quadro normativo attuale, l’Università e la Fondazione hanno congiuntamente deciso, così come disposto dalle Linee Guida di cui alla determinazione dell’A.N.AC. n. 8 del 17 giugno 2015,  di promuovere tempestivamente la stipulazione del presente protocollo di legalità atto a disciplinare specifici obblighi e precise misure di trasparenza e di prevenzione della corruzione, indicando altresì la scansione temporale di adozione  e di attuazione da parte della Fondazione;

l’Università e la Fondazione

convengono quanto segue

la narrativa che precede è parte integrante del presente protocollo,

Art. 1

Principi e finalità

Con il presente protocollo l’Università e la Fondazione intendono promuovere e disciplinare specifici obblighi di quest’ultima al fine di garantire il rispetto di misure idonee a prevenire e contrastare i fenomeni di corruzione secondo le normative vigenti in materia;

La mission istituzionale della Fondazione s’ispira ai principi ed ai valori richiamati nello Statuto Generale d’Ateneo e nel Codice Etico adottato dall’Università;

Con il presente protocollo le parti interessate intendono perseguire, nel rispetto del principio di trasparenza, gli obiettivi di prevenzione e contrasto della corruzione con riferimento particolare all’attività di pubblico interesse svolta dalla Fondazione, quale struttura di riferimento dell’Università per quanto concerne le attività di formazione manageriale;

Di seguito sono individuate ed elencate le Aree di rischio inerenti le attività della Fondazione e più oltre sono dettagliate le azioni di prevenzione e contrasto della corruzione;

Art. 2

Aree di rischio

Le parti interessate, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 1 comma 16 della l. n. 190/212 individuano quali aree di rischio, nell’ambito delle attività della Fondazione, i procedimenti relativi alla:

-    selezione del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, anche rispetto alla modalità di aggiudicazione;

-    selezione per l’assunzione  del  personale dipendente a tempo determinato e indeterminato e l’affidamento di incarichi di collaborazione di studio, di ricerca e di consulenza a soggetti esterni;

-    concessione di quote ridotte o esoneri di quote ed altri benefici di carattere economico (quali i contributi, sussidi, premi, borse di studio) fatta espressa eccezione per ogni iniziativa di promozione e scontistica relative ad attività non di pubblico interesse ed a master non universitari;

Art. 3

Azioni di prevenzione della corruzione – Aree di rischio

Con riferimento alle aree di rischio individuate la Fondazione d’intesa con l’Università formalizza l’impegno ad adottare specifiche azioni tese da un lato a prevenire i fenomeni corruttivi e dall’altro ad introdurre alcune best practices al fine di rendere maggiormente funzionale, efficace ed efficiente lo svolgimento della propria attività istituzionale anche e soprattutto quale struttura di riferimento dell’Università per quanto concerne le citate attività di pubblico interesse connesse;

Per “attività trasversali” s’intendono quelle che annoverano al loro interno sia attività di pubblico interesse sia attività non di pubblico interesse;

Per “attività istituzionali” s’intendono quelle necessarie e funzionali allo svolgimento e mantenimento delle attività proprie della Fondazione;

In caso di attività trasversali e/o istituzionali, caratterizzate dalla presenza contestuale di attività aventi il carattere di pubblico interesse e di attività prive del medesimo carattere, si applica il criterio di prevalenza, in assenza della possibilità di operare una separazione tra le citate attività, verificando la prevalenza o meno del carattere d’interesse pubblico nell’attività considerata, e applicando o meno le relative e specifiche discipline in materia;

Per quanto riguarda le attività prettamente a mercato, caratterizzate dalla completa assenza di attività a pubblico interesse, la Fondazione si avvale di policy o pratiche decise dagli organi ad esse deputati.

Selezione del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi.

Attività di pubblico interesse

-    Ai fini della selezione del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, Fondazione si avvale, limitatamente all’attività di pubblico interesse, delle procedure indicate nel proprio “Regolamento delle procedure di acquisizione di beni e servizi in economia relativo alle attività di pubblico interesse” che disciplina le condizioni e le modalità per l’acquisto in economia di beni e servizi, fermo restando comunque l’applicazione delle disposizioni del Codice dei contratti pubblici, ai sensi del d.lgs. n. 163/2006, per le acquisizioni il cui valore sia superiore alle soglie di rilevanza comunitaria. La Fondazione predispone inoltre una programmazione triennale delle spese da effettuare, al fine di garantire le proprie prerogative contrattuali ed evitare il frazionamento degli acquisti, limitatamente alle spese che su base annuale superino 40.000 €

Attività non di pubblico interesse

Attività trasversali e/o istituzionali

-    Ai fini della selezione del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, la Fondazione si avvale, in relazione alle attività non di pubblico interesse o alle attività trasversali e/o istituzionali per le quali non è possibile individuare la quota del servizio assorbita dall’attività di pubblico interesse, di procedure semplificate che saranno da essa disciplinate mediante apposite linee guida adottate, entro 6 mesi, nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e parità di trattamento che dovranno contenere disposizioni, che assicurino la concorrenza effettiva tra i soggetti. Nelle more di adozione delle predette linee guida, limitatamente agli affidamenti superiori a 40.000 € saranno rispettate procedure improntate al più ampio coinvolgimento e confronto competitivo degli operatori economici ed alla selezione in forma collegiale del soggetto contraente;

La Fondazione d’intesa con l’Università, s’impegna ad inserire negli atti introduttivi delle selezioni dei contraenti per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, la clausola di salvaguardia secondo la quale il mancato rispetto degli atti che disciplinano tali procedure dà luogo all’esclusione dalle stesse ed alla risoluzione del contratto;

Selezione per l’assunzione  del  personale dipendente a tempo determinato e indeterminato.

Attività di pubblico interesse

-    Ai fini dell’assunzione del  personale dipendente a tempo determinato e indeterminato che si occuperanno di attività a pubblico interesse, la Fondazione si avvale di procedure del proprio “Regolamento di Selezione del personale”, non essendo la stessa tenuta all’applicazione delle norme in materia di concorsi pubblici. Tale Regolamento adottato nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e parità di trattamento dovrà contenere disposizioni che assicurino la comparazione qualitativa delle candidature presentate e la valutazione ottimale dei relativi profili. Tale regolamento dovrà prevedere un’adeguata pubblicità degli avvisi di selezione, l’individuazione precisa dell’oggetto, dei requisiti e dei termini contrattuali della posizione lavorativa richiesta, la predeterminazione ponderata dei criteri di selezione adottati, un’adeguata ed esaustiva motivazione delle scelte alla base del reclutamento, una puntuale verifica in ordine all’assenza di cause inerenti il conflitto d’interessi e l’incompatibilità, la professionalità dei soggetti preposti all’attività di reclutamento, la trasparenza nell’ambito delle procedure di progressioni di carriera interna e nell’attribuzione di eventuali premialità e incentivi economici di risultato;

 

Attività non di pubblico interesse

Attività trasversali e/o istituzionali

-    Ai fini dell’assunzione del personale dipendente a tempo determinato e indeterminato che si occuperanno di attività non di pubblico interesse o alle attività trasversali e/0 istituzionali  per le quali non è possibile individuare la quota del servizio assorbita dall’attività di pubblico interesse, la Fondazione si avvale di procedure semplificate che saranno da essa disciplinate mediante apposite linee guida adottate, entro 6 mesi, nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e parità di trattamento che dovranno contenere disposizioni, che assicurino la concorrenza effettiva tra gli operatori;

Selezione per l’affidamento di incarichi di collaborazione di studio, di ricerca e di consulenza.

Attività di pubblico interesse

-    Ai fini dell’affidamento di incarichi di collaborazione di studio, di ricerca e di consulenza a soggetti esterni, limitatamente alle attività di pubblico interesse, la Fondazione si avvale delle procedure indicate nel proprio “Regolamento delle procedure incarichi di consulenza e collaborazione” che disciplina le procedure per il conferimento di incarichi aventi ad oggetto prestazioni di tipo intellettuale ovvero d’opera ai sensi dell’art. 2222 c.c. con contratti di lavoro autonomo nella forma della prestazione occasionale, della collaborazione di natura coordinata e continuativa a progetto ovvero dell’incarico professionale soggetto ad IVA. Al fine di facilitare e snellire la ricerca di professionisti ed esperti con competenze adeguate e qualificate per la realizzazione di consulenze e prestazioni professionali necessarie, la Fondazione ha costituito un “Albo dei Prestatori d’Opera” disciplinato da un manuale che ne regola l’istituzione, le modalità di utilizzo, la gestione e l’aggiornamento;

 

Attività non di pubblico interesse

Attività trasversali ed istituzionali

-    Ai fini dell’affidamento di incarichi di collaborazione di studio, di ricerca e di consulenza a soggetti esterni, in relazione ad attività non di pubblico interesse o alle attività trasversali e/o istituzionali per le quali non è possibile individuare la quota del servizio assorbita dall’attività di pubblico interesse, la Fondazione si avvale di procedure semplificate che saranno da essa disciplinate mediante apposite linee guida adottate, entro 6 mesi, nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e parità di trattamento che dovranno contenere disposizioni, che assicurino la concorrenza effettiva tra i soggetti;

Concessione di quote ridotte o esoneri di quote ed altri benefici di carattere economico.

Attività di pubblico interesse.

-    Ai fini della concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, premi, borse di studio, limitatamente alle attività di pubblico interesse, la Fondazione si avvale di procedure selettive che saranno da essa disciplinate attraverso l’adozione di apposite linee guida, entro 6 mesi, nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e parità di trattamento. Tali linee guida dovranno contenere disposizioni che assicurino un’adeguata pubblicità della selezione dei beneficiari, la predeterminazione dei criteri di valutazione, la puntuale verifica in ordine all’assenza di cause inerenti il conflitto d’interessi e l’incompatibilità, infine la professionalità dei soggetti preposti all’attività di valutazione;

Per quanto riguarda le iniziative di promozione e scontistica relative ad attività non di pubblico interesse ed ai master non universitari, la Fondazione si doterà, entro sei mesi di apposite linee guida commerciali atte a regolare lo svolgimento e la disciplina di tali attività;

Art. 4

Sistema dei controlli e monitoraggio

Al fine di porre in essere un’efficace azione di contrasto e prevenzione dei fenomeni corruttivi e illegali garantendo l’efficace presidio delle aree di rischio individuate unitamente al rispetto delle norme in materia di trasparenza, in via prioritaria ma non esclusiva con riferimento all’attività di pubblico interesse svolta dalla Fondazione, le parti interessate individuano nell’organo statutariamente preposto alla revisione legale dei conti, segnatamente il Collegio dei revisori dei conti, la funzione di cui all’art. 18 dello Statuto della Fondazione. Tale collegio assolverà, inoltre, la funzione di organo indipendente per la valutazione della legittimità dei procedimenti, anche con riferimento alle norme in materia di anticorruzione e più in generale alla correttezza dell’attività realizzata nell’ambito della propria mission istituzionale. Detta attività sarà diretta a garantire altresì l’utilizzo delle risorse finanziarie derivanti dall’incasso delle quote di contributo versato dagli studenti per l’iscrizione ai master universitari;

Al fine di ottimizzare le performance e garantire l’adeguatezza degli interventi realizzati dalla Fondazione rispetto al perseguimento delle finalità citate, il Collegio dei revisori dei conti predispone e assicura un’attività di monitoraggio periodico a cadenza annuale dell’attività istituzionale della Fondazione anche con riferimento specifico allo stato di attuazione e adeguamento alle norme in materia di anticorruzione e trasparenza , secondo criteri e modalità che saranno definiti tempestivamente dalla Fondazione;

L’attività di monitoraggio interesserà le seguenti Aree organizzative in cui si articola la Fondazione: Area Master universitari; Area Executive Education; Area Operation (amministrazione, IT, processi, servizi generali); Area Comunicazione. Gli esiti dell’attività di monitoraggio e di verifica del rispetto degli obblighi di pubblicazione, previsti dal presente protocollo e dalle norme nazionali, saranno a fine anno presentati al Consiglio di Amministrazione per eventuali azioni di miglioramento delle misure organizzative adottate, ovvero presentate nell’ambito della relazione di fine anno.

Art. 5

Codice Etico

La Fondazione d’intesa con l’Università s’impegna, entro 12 mesi, a dotarsi di un Codice Etico, al fine di definire con chiarezza i valori e i principi che guidano l’azione della stessa, all’interno e all’esterno, per garantire che tutte le attività promosse siano svolte nell’osservanza delle norme di riferimento, in un quadro di concorrenza leale, onestà, integrità, correttezza e buona fede, nel rispetto dei legittimi interessi di tutti gli stakeholder con cui la fondazione stabilisce relazioni ovvero i soci fondatori, sostenitori e partecipanti, i dipendenti, i fornitori, i docenti, gli studenti, gli eventuali partner commerciali e finanziari, le comunità locali, le istituzioni pubbliche e private comunali, metropolitane e regionali, le associazioni delle categorie economiche e produttive e le rappresentanze sindacali;

Il Codice Etico della Fondazione sarà adottato nel rispetto ed in piena conformità ai principi generali espressi nel Codice Etico adottato dall’Università;

Art. 6

Obblighi in materia di trasparenza

Atteso che gli enti di diritto privato partecipati, non in regime di controllo, non sono direttamente e integralmente soggetti alle disposizione in materia di trasparenza disciplinati dall’art. 11, comma 3 del d.lgs. n. 33/2013, gli obblighi cui i medesimi devono ottemperare in materia di trasparenza corrispondo a quelli previsti per le società partecipate non controllate;

In virtù di quanto previsto all’interno delle citate Linee Guida la Fondazione d’intesa con l’Università s’impegna ad ottemperare agli obblighi di trasparenza contenuti nell’art. 1 commi da 15 a 33 della L. n. 190/2012 limitatamente “all’attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o dell’Unione europea”, ovvero le attività aventi ad oggetto la realizzazione di iniziative di formazione manageriale a livello post laurea e post experience, per le quali la Fondazione rappresenta la struttura di riferimento per l’Università;

In caso di attività miste, caratterizzate dalla presenza contestuale di dati concernenti tanto attività aventi il carattere di pubblico interesse quanto attività prive del medesimo carattere, ai fini dell’applicazione delle seguenti norme in materia di trasparenza, si applica il criterio di prevalenza, in assenza della possibilità di operare una separazione tra le citate attività, verificando la prevalenza o meno del carattere d’interesse pubblico nell’attività considerata, e applicando o meno le relative e specifiche discipline in materia;

Ai fini dell’assolvimento degli obblighi in materia di trasparenza la Fondazione s’impegna a pubblicare i documenti, le informazioni ed i dati previsti sulla home page del proprio sito web istituzionale all’interno della sezione esistente denominata “Amministrazione trasparente”, garantendo l’accessibilità e la conoscibilità di tali dati e parimenti l’esercizio del diritto di accesso civico, ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. n. 33/2013, avvalendosi dei criteri di facile accessibilità, completezza e facile consultazione;

In virtù di quanto previsto all’interno delle citate Linee Guida, la Fondazione d’intesa con l’Università s’impegna ad ottemperare agli obblighi di pubblicazione dei dati circa l’organizzazione amministrativa, di cui agli artt. 14 e 15 del d.lgs n. 33/2013;

Ai sensi dell’art. 1 comma 15 della L. n. 190/2012 la Fondazione, s’impegna, entro 6 mesi, a pubblicare sul proprio sito web istituzionale, limitatamente alle attività di pubblico interesse, le informazioni relative ai procedimenti amministrativi per quanto riguarda esclusivamente le procedure di acquisto di beni e servizi, secondo i criteri  di  facile accessibilità,  completezza  e  semplicità  di  consultazione, nel rispetto delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali e di segreto d’ufficio. Tali procedimenti amministrativi sono gli unici posti in essere dalla Fondazione e limitatamente ad essi si applica quanto previsto dall’art. 1 comma 30 della L. n. 190/2012.

Ai sensi dell’art. 1 comma 16 della L. n. 190/2012 la Fondazione, s’impegna, entro 6 mesi, a pubblicare sul proprio sito web istituzionale, limitatamente alle attività di pubblico interesse, le informazioni relative a: a) scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione  prescelta ai sensi del d.lgs. n.163/2006; b) concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzione  di  vantaggi  economici  di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati;

Ai sensi dell’art. 1 comma 28 della L. n. 190/2012 la Fondazione, s’impegna, entro 6 mesi, a pubblicare sul proprio sito web istituzionale, limitatamente alle attività di pubblico interesse, le informazioni relative al monitoraggio periodico del rispetto dei tempi procedimentali delle procedure di acquisto di lavori, beni e servizi, provvedendo all’eliminazione delle anomalie riscontrate;

Ai sensi degli artt. 1 commi 29 e 30 della L. n. 190/2012 la Fondazione, s’impegna, entro 3 mesi, a pubblicare sul proprio sito web istituzionale, un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) attraverso cui i cittadini possa rivolgere istanze ai sensi dell’art. 38 del d.P.R. n. 445/2000 e ricevere informazioni circa i provvedimenti amministrativi che li riguardano. Entro il medesimo termine e nel rispetto della disciplina del  diritto di accesso ai documenti amministrativi di cui alla L. n. 241/1990, la Fondazione s’impegna altresì a rendere accessibili ai soggetti interessati, attraverso gli strumenti di identificazione informatica di cui all’art. 65, comma 1, del d.lgs. n.82/2005, le informazioni relative ai provvedimenti e ai procedimenti amministrativi che li riguardano, ivi comprese quelle relative allo stato della procedura,  ai relativi tempi e allo specifico ufficio competente in ogni singola fase del procedimento;

La Fondazione ha individuato quale organo titolare del potere d’indirizzo politico-amministrativo il Consiglio d’Amministrazione di cui all’art. 16 del proprio Statuto.

Ai sensi dell’art. 14 del d.lgs. n. 33/2013, la Fondazione s’impegna, entro 6 mesi, a pubblicare sul proprio sito web istituzionale i dati reddituali e patrimoniali relativi ai soli componenti degli organi titolari dei poteri di indirizzo politico-amministrativo, come individuati dalla Fondazione, nominati o designati dall’Università e nella fattispecie: a) l’atto di nomina o di  proclamazione,  con  l’indicazione  della durata dell’incarico o del mandato elettivo; b) il curriculum; c) i compensi di qualsiasi  natura  connessi  all’assunzione  della carica e gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici; d) i dati relativi all’assunzione di  altre  cariche,  presso  enti pubblici o  privati,  ed  i  relativi  compensi  a  qualsiasi  titolo corrisposti; e) gli altri eventuali incarichi con oneri a carico  della  finanza pubblica e l’indicazione dei compensi spettanti; f) le dichiarazioni di cui all’articolo 2,  della  l. 5  n. 441/1982, nonché le attestazioni e  dichiarazioni  di  cui  agli artt. 3 e 4 della medesima legge,  come  modificata  dal  d.lgs. n. 33/2013, limitatamente al soggetto, al  coniuge  non  separato  e  ai parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi  consentano, evidenziando in ogni caso il mancato consenso;

Ai sensi dell’art. 15 comma 1 lett. d) del d.lgs. n. 33/2013 la Fondazione s’impegna, entro 6 mesi, a pubblicare sul proprio sito web istituzionale i dati relativi ai compensi, comunque qualificati, inerenti gli incarichi dirigenziali conferiti, se plurimi in forma aggregata con indicazione circa la spesa sostenuta ciascuno anno, con indicazione altresì dei livelli maggiori e minori dei compensi;

Ai sensi dell’art. 15 comma 1 lett. d) la Fondazione s’impegna, entro sei mesi, a pubblicare sul proprio sito web istituzionale i dati relativi ai compensi relativi agli incarichi di collaborazione o consulenza conferiti, anch’essi se plurimi in forma aggregata con indicazione circa la spesa sostenuta ciascuno anno, con indicazione altresì dei livelli maggiori e minori dei compensi;

Ai sensi dell’art. 19 del d.lgs. n. 33/2013, la Fondazione, s’impegna, entro 3 mesi, a pubblicare sul proprio sito web istituzionale i regolamenti e gli atti che disciplinano la selezione del personale dipendente a tempo determinato e indeterminato, e le progressioni di carriera interne, oltre agli atti, avvisi e comunicazioni che riguardano l’avvio e l’esito di ciascuna procedura di selezione, evidenziando i criteri di selezione adottati. La Fondazione, non è tenuta, in quanto ente di diritto privato partecipato, ad adottare le normative di cui al d.lgs. n. 165/2001 in materia di concorsi pubblici, tuttavia rimane soggetta al rispetto dei principi di derivazione europea di trasparenza pubblicità e imparzialità nell’espletamento di tali procedure assunzionali;

Ai sensi dell’art. 29 del d.lgs. n. 33/2013, la Fondazione s’impegna, entro 3 mesi, a pubblicare sul proprio sito web istituzionale e successivamente con cadenza annuale, il bilancio ed il consuntivo, in forma sintetica, aggregata e semplificata anche con l’ausilio di strumenti grafici, al fine di garantire la massima conoscibilità e comprensibilità dei dati pubblicati;

L’assolvimento degli obblighi in materia di trasparenza, da parte della Fondazione, avverrà, ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. n. 33/2013, nel rispetto della disciplina in materia di protezione dei dati personali e fermi restando i limiti e le condizioni espressamente previsti da disposizioni di legge, procedendo alla anonimizzazione dei dati personali eventualmente presenti nella sezione dedicata alla trasparenza. Saranno pertanto resi non intelligibili i dati personali non pertinenti o, se in presenza di dati sensibili o giudiziari, saranno ritenuti non indispensabili rispetto alle specifiche finalità di trasparenza della pubblicazione;

Art. 7

Ulteriori azioni di prevenzione della corruzione

Il responsabile del procedimento, laddove quest’ultimo si configura, il titolare dell’ufficio preposto all’adozione del provvedimento finale ed i titolari degli uffici dirigenziali e di secondo livello nell’esercizio dei propri poteri, anche nell’adozione di atti endoprocedimentali, devono astenersi dal relativo esercizio qualora riscontrino situazioni di conflitto d’interessi, segnalando all’organo indipendente per la valutazione, situazioni anche di conflitto potenziale;

Stante la non applicabilità agli enti di diritto privati partecipati, non in controllo pubblico, delle norme in materia di inconferibilità e d’incompatibilità la Fondazione d’intesa con l’Università ritiene comunque di prevedere, sia pure in una modalità più flessibile, alcune misure volte a prevenire fenomeni di corruzione o di situazione di vantaggio indebito concernenti i soggetti titolari d’incarichi dirigenziali al fine di introdurre e diffondere buone prassi nell’azione istituzionale della Fondazione;

Al fine di disciplinare eventuali situazioni d’incompatibilità e inconferibilità, la Fondazione d’intesa con l’Università si impegna, entro 6 mesi, all’adozione di apposite linee guida recanti disposizioni funzionali a regolare, accertare e rimuovere dette condizioni ostative all’assolvimento delle funzioni dirigenziali o assimilabili.

Per quanto attiene alle situazioni di inconferibilità, stante l’assenza di un rapporto di controllo, la Fondazione demanda al proprio Presidente l’attività di ricognizione di situazioni e fattispecie da disciplinare, sentito il Collegio dei revisori, in quanto organo indipendente per la valutazione, che si esprime con parere obbligatorio entro 15 giorni.

Al fine di permettere la più consapevole e responsabile accessibilità, conoscibilità e applicazione del presente protocollo di legalità a vantaggio sia del personale sia degli stakeholders con cui la Fondazione stabilisce relazioni, anche in chiave d’implementazione dell’accountability, la Fondazione d’intesa con l’Università s’impegna ad organizzare, entro 6 mesi, specifiche sessioni di formazione, attraverso l’intervento di soggetti esperti, aventi ad oggetto le normative, casi di studio pratici ed i principali orientamenti dell’A.N.AC e della giurisprudenza, in materia di tutela della legalità e anticorruzione, al fine di avviare un ciclo informativo virtuoso e diffuso di buone prassi istituzionali;

Al fine di garantire il rispetto e l’applicazione delle disposizioni contenute nel presente protocollo di legalità, la Fondazione d’intesa con l’Università s’impegna ad adottare entro 3 mesi, misure specifiche atte a regolare la titolarità ed il contenuto del potere sanzionatorio in ordine ad eventuali inottemperanze e violazioni delle disposizioni previste dal medesimo, dai regolamenti e dalle linee guida adottate dalla Fondazione;

Art. 8

Durata e disposizioni finali

Il presente protocollo di legalità entrerà in vigore a partire dal 01.01.2016, e comunque non prima dell’approvazione da parte degli organi competenti delle parti stipulanti, e avrà scadenza il 31.03.2018 al completamento delle attività di gestione dei servizi integrativi di supporto ai master universitari svolte a favore dell’Università.

Le parti interessate, s’impegnano, a decorrere di 6 mesi dal momento della sottoscrizione, a sottoporre eventualmente a riesame le disposizioni in esso contenute, anche sulla base dei risultati conseguiti.


 

 

Aggiornamento del 06.04.2016