Instagram e l’esperienza fotografabile

26 October 2016

Emma Barreca è stata una delle prime utenti di Instagram in Italia. Grazie alla sua formazione nell’ambito del marketing ha saputo trasformare la propria passione per fotografia e digital in una competenza professionale sempre più richiesta nel campo della promozione turistica.

Emma è stata ospite nel pomeriggio di sabato 22 ottobre in BBS al Master in Digital Marketing for Tourism and Events Management.

“Scelgo, vado, provo, faccio un’esperienza se è fotografabile”. Con questa sintesi Emma Barreca (@hypoison su Instagram) ha tratteggiato il profilo del nuovo tipo di turista. Quello che, smartphone in mano, non delega più alle cartoline o alla memoria la testimonianza di un’esperienza da ricordare. Ora la tecnologia, i device che maneggiamo quotidianamente sono parte integrante di un percorso di comunicazione condivisa che, soprattutto attraverso social come Instagram, assegnano un aspetto nuovo al concetto di marketing turistico.

 

Al di là dalle nuove consuetudini, i dati presentati da Emma Barreca provano che Instagram è un social “maturo”. Per il grande successo che ha riscontrato, prova ne sono la fusione con Facebook e l’uso quotidiano che ne viene fatto a livello globale, per l’altissimo engagement soprattutto su tematiche legate a turismo e food. Maturo anche in senso anagrafico: ha passato brillantemente la prova del tempo e raccoglie un’utenza trasversale, dove il segmento degli adolescenti, utenti comunque assidui e appassionati, rappresenta solo un 20% del totale.

 

“Instagram è una mappatura per immagini di luoghi sconosciuti con potenzialità turistiche” ha spiegato in aula Emma Barreca. “Una delle prime foto che ho postato, ormai anni fa, ritraeva una chiesetta della provincia friulana. L’apprezzamento entusiasta mostrato da molti utenti, dal Giappone fino all’Australia, è stato un segnale evidente di come territori ricchi di piccole testimonianze artistiche e paesaggistiche abbiano enormi opportunità di attrarre un flusso turistico che ne ignora l’esistenza”.

 

L’incontro si è concluso con alcuni suggerimenti che Emma ha consegnato agli studenti del Master su un corretto utilizzo di Instagram, anche attraverso casi studio di grandissime aziende ed enti turisitici internazionali. Fra questi scegliere con attenzione gli hashtag per raggiungere le comunità alle quali vogliamo riferirci, evitando di perderci nell’anonimato di parole chiave generiche utilizzate da milioni di utenti. Non sottovalutare il potere delle didascalie, avendo a disposizione migliaia di caratteri adatti a descrivere in modo coinvolgente cosa rappresenta la foto scattata e a quale contesto fa riferimento. E infine ricordarsi che su Instagram non è necessario essere autori di immagini, ma è anzi possibile raccontare storie interessanti aggregando immagini altrui. Con i dovuti permessi.




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