Dialogo con Ilaria Barbotti, founder e presidente di IgersItalia

12 November 2015

“Instagram vive di fotografia, di immagini. Con la fotografia si riesce a raccontare i luoghi e anche a far innamorare di essi. Di fatto si tratta di una promozione del territorio veloce, virale, semplice e di impatto immediato”. Parola di Ilaria Barbotti, Founder e Presidente di #IgersItalia, ed esperta di digital Marketing e di comunicazione visual. E’ stata la protagonista dell’evento rivolto ai partecipanti del Master in Digital Marketing for Tourism and Events Management: Quando un’immagine vale più di mille parole: il caso di Instagram e la sua valenza per i contenuti della filiera turistica. Con lei abbiamo parlato a margine dell’incontro.

Lei è autrice del libro “Instagram Marketing” (Hoepli), uscito lo scorso febbraio, dove racconta progetti e case history di piccole e medie imprese che utilizzano Instagram per il business. Ce ne può parlare? Ci può citare uno dei case history riportati nel libro?

Il libro non vuole essere né un manuale pratico né un saggio teorico. E’ scritto con uno stile molto semplice, comprensibile a tutti, affinché possa essere letto sia da persone che hanno appena cominciato a utilizzare Instagram, sia da coloro che lo usano già per lavoro ma che ancora non ne conoscono fino in fondo le dinamiche. Vorrei citare un case history che riguarda il mondo del turismo perché credo che questo sia il settore che può sfruttare al meglio le dinamiche di Instagram. Si tratta di un progetto nato da una mia idea: si chiama Exploring Marche. Il format è nato nel 2013 per trovare risposta alla richiesta di promuovere le Marche e tutte le tipicità di questa regione verso i mercati esteri. Il format non è altro che l’evoluzione del press tour. Lo scopo è quello di portare alcuni instagramer e blogger nelle Marche e far vivere loro esperienze particolari che poi racconteranno nei paesi da cui provengono, soprattutto quelli del Nord Europa, che sono i paesi target della regione. Ad oggi abbiamo organizzato diversi tour social nel territorio, con feedback dei partecipanti e degli sponsor molto positivi. La prima edizione era rivolta alla Danimarca e ai Paesi Bassi e da cui sono arrivati tre instagramer molto bravi. Sono seguite poi diverse edizioni con persone molto influenti nei nostri mercati target che poi hanno creato dei racconti sia su Instagram che nei loro blog e che hanno portato una grandissima visibilità alla destinazione. Negli ultimi mesi, nello specifico nell’ultima stagione estiva, moltissime persone hanno scelto di passare le loro vacanze nelle Marche avendo conosciuto i luoghi attraverso Instagram. Abbiamo quindi ottenuto il risultato sperato.

La mission di IgersItalia è la creazione e la crescita della Community. Come si crea una community online e offline?

Instagramers Italia si è posta fin dall’inizio un importante obiettivo: fare incontrare le persone, on-line, ma soprattutto off-line, creare relazioni vere tra le persone. E’ questo il valore aggiunto della Community. Quando creiamo delle attività lo facciamo sempre su due livelli: quello on-line e quello off-line. Il secondo sicuramente ha una valenza molto più importante più legata al territorio: di fatto l’off-line risulta essere il compimento di un’attività che si è svolta a livello digitale e che fa sì che le persone possano incontrarsi e conoscersi. Oggi, dopo 5 anni di Community, posso confermare che ci conosciamo tutti di persona, io conosco (quasi) tutti i Community Manager di Instagramers Italia. Come fondatrice nei primi anni ho cercato di seguire in prima persona i rapporti, di selezionare le persone e assicurarmi che avrebbero fatto il bene della Community. Oggi siamo tanti, oltre 200 persone, che è impossibile gestire la Community da sola. Ci sono tante altre persone che, insieme a me, nel tempo libero si occupano di questo. E’ un grosso impegno: la costruzione di una Community è una cosa molto complessa, non si improvvisa, richiede un obiettivo forte: quello di IgersItalia è la promozione del territorio e l’incontro dal vivo di persone che abbiano la passione della mobile photograph. Questa è l’idea che, dopo 5 anni di community, continua ad essere vincente.

Che consiglio darebbe a uno studente che vuole lavorare sia nel settore del turismo che nel settore digitale?

Nel web marketing in Italia c’è sicuramente moltissimo da fare: tante regioni, come le Marche, stanno facendo molto, ma sono comunque agli esordi. C’è molto da lavorare per digitalizzare, far capire alle persone che ci vuole un sito web, che bisogna comunicare sui social e creare eventi anche di valore per questo. E servono persone giovani. Quello che posso consigliare è di studiare la teoria, ma soprattutto impegnarsi moltissimo nella pratica, tirarsi su le maniche e mettersi a lavorare perché le esperienze più importanti e la crescita avvengono sul campo. Quindi va bene investire nello studio e nella formazione, soprattutto a contatto con consulenti e imprenditori, ma poi bisogna sporcarsi le mani e iniziare a lavorare, magari su un progetto personale. Se avete una passione portatela avanti perché quella poi è sicuramente l’idea vincente.

Potrebbe darci un consiglio per potenziare l’account Instagram di Bologna Business School?

Intanto siete bravissimi ad usarlo, non lo fa quasi nessuno nelle scuole. Per essere efficaci ci vuole un utilizzo quotidiano della piattaforma e qualcuno che possa seguirlo tutti i giorni: ogni evento andrebbe ripreso, fotografato, andrebbero raccontati i personaggi che vengono da voi, i lecturer, i professori, i manager. Andrei poi anche a interagire con i ragazzi che lì studiano, visto che tutti hanno quasi certamente Instagram: più interazione dunque, attività quotidiana e tag in linea con le scuole. Inoltre consiglio di organizzare visite guidate a Villa Gustavillani, magari con gli instagramer: un modo per usare il bellissimo luogo in cui siete per raccontarvi su Instagram.

 


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