Global MBA in Design, Fashion and Luxury Goods: competenze e carriera internazionale con Bologna Business School

Maggio 11, 2026

Intervista a Elizaveta Ponomarenko, Luxury Hospitality & Heritage Strategy

 

Dalla valorizzazione del patrimonio culturale al Global MBA BBS: costruire un viaggio professionale dedicato al lusso 

Heritage, artigianalità e storytelling culturale oggi guidano i più importanti brand del lusso globale. Il Made in Italy si sta confrontando con una nuova visione della tradizione legata al quiet luxury.

Abbiamo intervistato Elizaveta Ponomarenko per ascoltare dalla sua testimonianza come frequentare il Global MBA, track Design, Fashion and Luxury Goods presso la Bologna Business School abbia influenzato la sua carriera.

 

Perché scegliere il Global MBA in Design, Fashion and Luxury Goods di Bologna Business School?

Elizaveta,  prima di tornare a studiare col Global MBA di BBS, ha lavorato per una quindicina d’anni nell’intersezione tra cultura, hospitality e grandi eventi internazionali. Con una laurea in Museologia e Interpretazione del Patrimonio Culturale, ha iniziato la propria carriera nell’ambito degli scambi culturali e turistici internazionali.

Questo percorso si è poi evoluto nella gestione di programmi culturali e di hospitality per alcune tra le piattaforme internazionali più complesse al mondo, inclusi progetti legati ai summit APEC, G20 e BRICS, in collaborazione con istituzioni culturali di livello globale come l’Hermitage Museum, il Mariinsky e il Bolshoi. Ho sempre lavorato “attorno” al lusso — con clienti luxury, brand luxury come partner e aspettative proprie del lusso — ma volevo comprendere il settore dall’interno, con lo stesso rigore che avevo applicato al patrimonio culturale. È questo che mi ha portato a Bologna.

 

Cosa ti ha motivato a scegliere il Global MBA di Bologna Business School rispetto ad altri programmi? 

Due elementi hanno fatto la differenza. Il primo è stato il track stesso: Design, Fashion and Luxury Goods è una delle pochissime specializzazioni MBA al mondo che tratta il lusso come una disciplina autonoma — fondata su heritage, artigianalità e storytelling culturale — e non come una semplice sottocategoria del marketing.

Il secondo elemento è stata l’Italia. Se vuoi comprendere il DNA del lusso, devi studiarlo dove è stato costruito: nelle maisons, negli atelier e nelle istituzioni che ancora oggi ne definiscono l’identità.

Ed è stata Bologna ad offrire a Elizaveta entrambe le cose: il rigore accademico dell’Università di Bologna e la possibilità di toccare con mano l’ecosistema del lusso italiano e della manifattura locale, venduta nel mercato globale.

 

Quali competenze o quale mindset sviluppato durante l’MBA utilizzi maggiormente oggi?

Trasformare l’intuizione in struttura: il lavoro intenso e spesso sotto pressione ha dotato Elizaveta di un forte intuito, quasi un istinto capace di guidarla nelle scelte.

Ma l’MBA mi ha dato il vocabolario commerciale e gli strumenti analitici per difendere quell’intuizione in una boardroom. Nel mio ruolo più recente come Senior Manager, Travel Product & Experiences per On Location (official hospitality provider dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026), mi muovevo costantemente tra due registri: il linguaggio emozionale delle esperienze premium e il linguaggio numerico di revenue, pacing e liability. L’MBA è ciò che ha reso naturale questo bilinguismo.

Poi, la capacità di definire un mindset orientato al problem solving e all’evoluzione dei progetti anche negli scenari più complessi: restare orientati alla soluzione anche in condizioni imperfette, proteggendo il business ma permettendo al team commerciale di continuare ad avanzare. È diventato un principio personale di lavoro, e BBS è stato il luogo in cui ho imparato per la prima volta a dargli una definizione.

 

In che modo il track ti ha aiutato a comprendere le dinamiche dei brand del lusso globale?

Il track mi ha insegnato a leggere un brand del lusso come un curatore legge una collezione: come un sistema vivente di heritage, storytelling e autorevolezza culturale, non semplicemente come un portafoglio di prodotti. Abbiamo studiato contemporaneamente architettura di brand, storytelling, innovazione guidata dal design ed economia della scarsità, cosa piuttosto rara.

Questa visione integrata riflette esattamente le sfide che le grandi maisons globali affrontano oggi: come crescere senza diluirsi; come attivare il proprio heritage per una nuova generazione di clienti UHNW (Ultra High Net Worth Individuals), soprattutto in Asia e Medio Oriente; come bilanciare performance commerciale e credibilità culturale. Per me questi non sono più case study astratti: sono domande quotidiane nel mio lavoro con portafogli hospitality premium e partner internazionali.

 

Quale vantaggio competitivo hai ottenuto frequentando il Global MBA di BBS a Bologna?

Un vantaggio molto specifico: sono ripartita da Bologna con una combinazione rara e difficile da replicare: un background in museologia, un MBA nel lusso e quindici anni di operatività commerciale tra Europa e Asia Pacifico. Pochi professionisti nel settore luxury si trovano esattamente in questa intersezione, ed è proprio lì che oggi si collocano i ruoli più interessanti: Heritage Director, Cultural Strategy Lead, designer di esperienze UHNW, direttori di premium hospitality.

Oltre alle competenze formali, anche il network di Bologna è stato un vantaggio competitivo concreto. La community alumni è realmente internazionale, realmente senior e realmente generosa, e il legame con Bologna continua ancora oggi ad aprire porte nel panorama del lusso italiano ed europeo.

 

Quale consiglio daresti a chi sta considerando oggi un Global MBA?

 

Sii onesto sul perché lo vuoi. Un MBA non è un’etichetta: è un anno e mezzo in cui ripensi al tuo modo di lavorare, alle persone con cui lavori e a ciò che vuoi fare dopo.

 

Utilizzare questo programma come uno spazio per testare le proprie ambizioni: se hai già una forte esperienza, scegli un track e una città che possano portarla in una direzione nuova. Per me sono stati il lusso e l’Italia.

Poi, due consigli pratici. Il primo: se il tuo obiettivo è costruire una carriera in Italia dopo il programma, studia seriamente l’italiano fin dal primo giorno. La fluidità linguistica apre un livello completamente diverso del Paese: le persone, le maisons, le conversazioni che non avvengono mai in inglese.

Il secondo: investi nel network con la stessa serietà con cui investi nello studio. I compagni di corso, gli alumni, i docenti — queste relazioni continueranno ad aprirti porte anche dieci anni dopo la laurea.

 

Il Global MBA di Bologna Business School è, secondo Elizaveta, qualcosa che vale più di un semplice titolo: una lunga conversazione di cui entri a far parte per tutta la vita.



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